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martedì 2 novembre 2010

I Momenti sì i momenti no di Mia Martini


Milano, febbraio 1974
Cambierà genere di canzoni e farà del teatro leggero; ecco la nuova Mia Martini che ha deciso di trasformare completamente il suo personaggio. Tutto però è legato allo spettacolo col quale debutterà sulle scene a fianco di Lucio Dalla, e al suo quarto LP la cui uscita è ormai prossima, Mia, insomma, vuole rinnovarsi, anche se probabilmente la vedremo ancora ves-ita dei suoi preziosi stracci, con le sue catene, i ciondolini, le spille della nonna, le collane di cristalli colorati.

A proposito del 33 giri, Mia dichiara
:
«Sarà completamente diverso dai precedenti che ho inciso; molto ritmo, molto divertimento, Canterò tra l'altro una canzone greca e una di protesta: "Ruba", scritta da Antonello Venditti. E in ogni mia canzone ci sarà un sottofondo più o meno accentuato di musica brasiliana».

Per quanto riguarda il Festival di Sanremo, Mia non ha alcuna intenzione di parteciparvi, «Non l'ho fatto finora», dice, «e non vedo perché dovrei farlo adesso, io credo in due sole manifestazioni canore: il Festivalbar e la Gondola d'oro di Venezia. E poi devo cominciare a prepararmi per lo spettacolo teatrale con Lucio Dalla. Come attrice non avrò un ruolo troppo difficile, perché io sono completamente digiuna di teatro e preferisco procedere per gradi. Diciamo che questo spettacolo sarà per me una specie di tirocinio, di prova generale al termine della quale il pubblico deciderà se la mia strada è quella o se fuori dal mondo della canzone non valgo proprio nulla»

È difficile spiegare come mai Mia abbia deciso di fare del teatro. Ma è facile capire, invece, parlando con lei, che non è l’ambizione a spingerla, nè il desiderio di imitare le varie Vanoni, Milva, Zanicchi o addirittura sua sorella Loredana Berté, ormai affermata sulle scene. Piuttosto è un bisogno prepotente di trovare nuovi mezzi di espressione. La sua sensibilità e la sua ricchezza spirituale si notano chiaramente nel modo con cui ci parla del suoi momenti si e momenti no.

QUANDO SONO TRISTE
Mi accade raramente di essere veramente triste, mentre sono quasi sempre malinconica: è nel mio carattere; anzi la malinconia è la mia linfa vitale. Così capita per il contrario: difficilmente sono veramente felice, ma, allegra si, sempre pronta a vivere i momenti più belli della vita.

QUANDO MI SVEGLIO
E’ un dramma l’idea di alzarmi. No, è una tragedia. insomma è una cosa bruttissima che cerco di rimandare con le scuse più puerili che mi vengono in testa, magari dicendo che non ce la faccio, perché ho una gamba rotta o la febbre a quaranta. Quando invece vado a dormire, ho due stati d’animo diversi: o sogno il letto da ore, e allora mi addormento subito profondamente: o non ho sonno, e allora faccio le cose più impensate per tirar mattina.

QUANDO LAVORO
Lavoro. e basta, guai a chi mi disturba. Sul lavoro mi considero una tedesca: metodica, intransigente, non penso ad altro perché escludo dalla mia mente ogni altra cosa.

QUANDO LITIGO
E’ molto difficile che mi capiti di litigare e comunque mai sul lavoro. Al più qualche battibecco, perché il mio carattere calmo, non permaloso, mi impedisce di avere reazioni spropositate. Ma è anche vero che qualche volta sbotto in questo caso, però, si può star sicuri che mi hanno rotto le scatole almeno per un anno di seguito.

QUANDO SBAGLIO
Mi capita spesso purtroppo. Ma non me la prendo perché considero l’errore un'esperienza utile in ogni caso. E poi i casi son due: o sbaglio d’impulso, perché prendo decisioni avventate che poi mi seccano terribilmente; o sbaglio dopo aver riflettuto a lungo e considerato tutti i lati di un problema, e allora mi dico che ho fatto il possibile, pazienza...

QUANDO MI FANNO UN COMPLIMENTO
Non mi piacciono, i complimenti. Non mi piacciono perché temo nascano dall'adulazione; oppure perché sono talmente ovvi e allora mi lasciano insensibile, se non addirittura avvilita e irritata.

QUANDO PASSEGGIO TUTTA SOLA
Ora non capita più come una volta. Da piccina, invece, passavo intere giornate da sola sulla spiaggia o in campagna, a correr dietro alle lucertole. No, temo di non aver più la possibilità di fare una cosa così semplice, come passeggiare da sola. E’ una cosa che rimpiango e mi mette addosso una dolce nostalgia.
QUANDO SORRIDO
Sorrido spesso, rido poco. Sorrido quando il pubblico mi apprezza, perché mi sente vicina e io lo sento vicino. Rido al cinema o quando ascolto una barzelletta molto divertente. Ogni tanto, ma poche volte davvero, piango anche. E’ uno sfogo che non ho mai per un motivo preciso, per quanto doloroso sia: piango per tante cose insieme, per la stanchezza unita ad un malumore improvviso e a un pò di nervosismo, ad esempio.

QUANDO MI PRESENTANO DEGLI SCONOSCIUTI
Solitamente provo molto piacere, anche se resto sulle mie e per questo rischio di passare per una che si dà un sacco di arie, una ragazza che si è “montata” per il successo.

QUANDO RIMANGO SOLA CON ME STESSA
E’ la cosa più bella che mi possa capitare durante la giornata perché ho assoluto bisogno di isolarmi nel mio mondo
lasciar galoppare i pensieri a briglia sciolta, rincorrere sogni. fantasie, emozioni. Vivo un’altra vita, insomma, evadendo da un mondo reale che: in un modo o nell’altro, cerca sempre di strumentalizzarmi.

Bruno Donati per Teletutto

domenica 18 luglio 2010

Come in un sogno di venti anni fa. Nel 1989 nasce Chez Mimì per Mia Martini


Messina, 18 luglio 1990
Una data storica ed indimenticabile. Ho la possibilità di entrare nel luogo dove si terrà la 4a tappa del "Nuovo Cantagiro". Chiedo naturalmente di Mia Martini, ma nessuno è in grado di dirmi dove sia. Mi rivolgo al patron della manifestazione Ezio Radaelli: niente da fare, un fans club non è importante a tal punto da potere avere un lasciapassare.
Lo spettacolo inizia: Mia passa proprio vicino alle prime file, accolta da un'ovazione da parte del pubblico presente, mi avvertono ma non faccio in tempo a fermarla.
h 23,45
L'attesa diventa spasmodica, arriva l'esibizione di Mimì che canta, sempre rigorosamente dal vivo, "Domani più su", con la voce al meglio delle sue possibilità. Terminata l'esecuzione del brano, si posiziona dietro il palco, bene in vista.
h 23,50
Non posso starmene con le mani nelle mani, qualcosa devo pure tentare. Cerco, quindi, di 'corrompere' l'addetto al controllo, gli spiego nei minimi dettagli la situazione in cui sono incappato e si mostra cortesemente disponibile a fare vedere una nostra fanzine a Mia.
Dopo qualche minuto ritorna per comunicarmi che posso passare. Mi avvicino emozionatissimo, ci salutiamo per rompere il ghiaccio, iniziamo a parlare. L'atteso incontro diventa finalmente splendida realtà accompagnata dall'autorizzazione ufficiale a 'seguirla' attraverso il nostro club.
Grazie Mimì
Pippo Augliera di Chez Mimì Mia Martini official club

Il video di "Domani più su" dal Nuovo Cantagiro '90
http://www.youtube.com/watch?v=Fx4HXFqTU04&feature=related

sabato 10 luglio 2010

Una serata con Mia Martini


Campi Bisenzio (Firenze) 27 giugno 1989

E' in corso la Festa dell'Unità e stasera ci sarà un evento straordinario: Mia Martini, Mimì per gli amici e fans più affezionati, si esibirà in uno dei suoi primi concerti dopo il trionfale ritorno Sanremese con "Almeno tu nell'universo". Sono visibilmente emozionato e impaziente per l'attesa. Insieme ad amici, che di lei conoscono i brani di Sanremo e qualche vecchio successo, siamo arrivati con circa tre ore di anticipo per accapparrarci i posti in prima fila, ma qualcuno ci ha preceduti: pazienza, va bene anche la seconda fila.

Finalmente il concerto inizia, ed è grande l'emozione di vedere finalmente, per la prima volta, una delle cantanti che più amo: del concerto ricordo sopratutto che ho avuto la pelle d'oca quasi ininterrottamente, specie per alcuni pezzi che amo molto come, tra gli altri, "Per amarti", "Bambolina, bambolina", "Amanti". Mimì canta anche tutto il suo nuovo album "Martini, Mia" (con la curiosa esclusione di "Formalità") e quattro cover: "Come together", "It's money that I love", "La donna cannone" e l'omaggio a Lucio Battisti "Confusione".

Quasi due ore di musica e di grandissima personalità, ma le emozioni non sono finite: devo incontrarla a tutti i costi. I miei amici hanno fretta di tornare a Firenze, ma io non ne voglio sapere, e riesco ad avvicinarmi alla roulotte dove, dalla piccola folla raccolta intorno, intuisco ci debba essere 'qualcuno' importante. Infatti, è la sua, e dopo una mezz'oretta di attesa finalmente ci fanno entrare un paio alla volta. Mimì è placidamente seduta su una poltroncina pieghevole, e ci accoglie con un grande e amichevole sorriso... poi mi guarda ed esclama:

'Tu sei quello che per tutto il concerto mi ha chiesto "Che vuoi che sia se ti ho aspettato tanto"! Amo molto quel pezzo, ma purtroppo non lo abbiamo provato, per questa tournèe. Ti prometto che nella prossima te lo farò'.

Non so se credere alle mie orecchie: mi ha notato tra il pubblico! Le chiedo una dedica sulla coperina del 45 giri di Sanremo che mi sono portato dietro e chiacchieriamo per qualche minuto: con lei c'è la sorella Olivia, che Mimì ci presenta come 'l'ultima Bertè'. Il discorso scivola naturalmente su Loredana:

'Non la sento quasi più, ma sono convinta che ci sarà un giorno in cui chiariremo molte cose, e magari dopo faremo pure un disco insieme!'

Le dico che nel campo della musica leggera per me le più grandi sono sempre state Mia Martini e Mina, ma lei mi ferma:

'Tra me e Mina c'è un abisso, lei è un mostro, mentre io sono solo una cantante'.

Nessuno, naturalmente, dentro la roulotte, è d'accordo con quel solo, ma sono contento di questo sincero slancio di modestia, in un panorama di mediocri cantanti che non si sentono inferiori nè pari a chicchessia.
Ormai il tempo è scaduto: altri, fuori dalla porta, aspettano di entrare, le chiedo un bacio di saluto ed esco. I miei amici, impazienti di tornare, sono già in macchina.

Ciao, Mimì, alla prossima!
Alessandro Mariotti per Chez Mimì

Mia Martini in concerto "Amanti" e "Per amarti" 1989
http://www.youtube.com/watch?v=ynKtAFP1smw

domenica 20 giugno 2010

Una Rapsodia con Mia Martini. Intervista a Marco Falagiani







Ho la possibilità di incontrare Marco Falagiani a Firenze, a casa del maestro Giancarlo Bigazzi e Gianna. Si mostra disponibile a raccontare aneddoti e curiosità su Mia Martini, legati al periodo della collaborazione che ha regalato grandi soddisfazioni artistiche e rapporti d'amicizia sinceri.


Hai arrangiato ben 4 brani dell'album "Lacrime". Ci hai impiegato molto tempo?
Non mi ricordo di preciso. I tempi di preparazione, comunque, non sono stati molto lunghi. Quando siamo andati in studio, avevamo già le idee chiare. A parte "Uomini farfalla", gli altri brani "Versilia", "Lacrime" e "Gli uomini non cambiano" erano messi a punto, avevamo già fatto un lavoro di preproduzione. In studio non si fa altro che mettere in bella copia quello che si è fatto prima, non si va a cercare soluzioni alternative o particolari.

Deve essere stata una emozione particolare sentire Mimì dal vivo...
Beh, sì, io ho avuto l'onore di lavoarare con grandi artisti di cui non voglio fare i nomi per evitare di fare paragoni, ma lei era assolutamente speciale, non c'era niente da fare. Per un autore è fondamentale trovare una cantante che fa sua la canzone e la moltiplica.

Come è nato l'arrangiamento di "Uomini Farfalla"?
C'è una storia molto bella dietro. Una sera, mentre ero a Milano in studio a registrare "Gli uomini non cambiano", Mimì mi dice: 'guarda ho una canzone molto bella alla quale tengo particolarmente, è un provino di qualche anno fa, ho provato a registrarla parecchie volte, ma non sono rimasta convinta. Penso che ci voglia una dimensione differente per questo pezzo a cui tengo molto, specialmente per il testo. Li per lì, non sapevo che rispondere, perchè mi sembrava professionalmente okay e l'arrangiamento non si giudica mai, poi ognuno può avere la propria opinione dettata dalla sensibilità e gusto personale. Io avrei dovuto rivedere totalmente questo concetto, sconvolgere il modo con cui era stato realizzato il pezzo. Mi è venuta un'idea, visto che la mattina dopo avevo un turno di archi sinfonici per "Gli uomini non cambiano", mi sono detto: 'se io provassi a fare una cosa più eterea, più larga, meno a tempo, con gli archi solamente e il pianoforte, creare una atmosfera forse di altri tempi, ma forse più rappresentativa di quella che Mimì desiderava dare alla canzone'. Mi sono chiuso, quella notte, con il mio assistente e mi sono messo a studiare questo arrangiamento per archi con tutte le partiture. Abbiamo terminato la mattina, proprio quando stavano facendo il loro ingresso in sala i musicisti. Dopo qualche ora, è arrivata Mia, le ho fatto sentire che cosa avevo relizzato e devo dire che mi ha corso incontro, mi ha abbracciato. Per me "Uomini farfalla" è uno dei pezzi più belli di "Lacrime", soprattutto per il testo, lei poi aveva questo straordinario potere di cantare, senza che sia necessario intervenire con varie apparecchiature. Mi ricordo che Mimì arrivava, cantava una o al massimo due volte e l'incisione era già finita, bellissima e perfetta. Lei aveva una grande emotività e un grande spirito, era una donna che sapeva tirare fuori tutta la sua problematica, nel suo cantare c'è tutta la sua vita.

Dobbiamo quindi a te il merito se "Uomini farfalla", rimasta nel cassetto per tanti anni, sia stata pubblicata. Sembra che Mimì fosse orientata a portarla a Sanremo.
Si, ma successivamente si innamorò ciecamente de "Gli uomini non cambiano", lei, comunque, rimase soddisfatta di quanto avessi fatto, è nata così una grande stima e un rapporto professionale molto bello. Abbiamo fatto l'Eurofestival e precedentemente ha voluto che io riarrangiassi tutto il suo concerto "Per aspera ad astra".

Quale è stato il motivo per cui tu hai dovuto intervenire su alcune partiture dei brani presenti nella scaletta?
E' abbastanza semplice, il progetto era già stato fatto, nel senso che era già stato inciso su un nastro per fare questo video. Lei non era soddisfatta perchè da perfezionista voleva sempre di più, mirava ad un livello alto. Sulla scia della stima nei mie confronti, mi chiese di rivedere il lavoro, mi sono chiuso per qualche giorno in studio e ho concepito, tra tanti aneddoti e soluzioni come quella di suonare il pianoforte togliendo la sua voce. Il risultato è stato buono, nonostante la difficoltà di intervenire su un qualcosa di esistente per migliorarlo, visto che ognuno ha la propria impronta, in modo particolare nella musica dove le cose vengono dall'anima, dal cuore, dall' istinto, dalle intenzioni che uno ha. Mimì espresse il suo desiderio che io arrangiassi l'intero concerto, convocai il gruppo per le prove, prima del debutto e durante, diventai il responsabile musicale della sua attività in quel momento. Ho modificato tanti arrangiamenti, lavorando sui masters, è stato un periodo intenso, contrassegnato da fermenti e da grande affetto.

Dell'esperienza all'Eurofestival 1992 cosa ricordi?
Secondo me, avrebbe dovuto vincere, dal punto di vista più stretto del cantare e con quella canzone era impressionante. Dall'organizzazione era considerata la numero uno, dal punto di vista artistico, poi arrivò quarta, mi ricordo tutta l'attenzione per lei, grande stima, tanti complimenti.


Forse era conosciuta come la sorella di Loredana Bertè, allora moglie di Borg...
L'hanno identificata inizialmente con quello, ma quando l'hanno sentita cantare si sono resi conto che non scherzava per niente, che era fortissima. Dopo, c'è stato un grande riconoscimento per lei, per la canzone, per tutto. Essere la cognata di Borg era un biglietto di presentazione, ma alle prove si resero subito conto di chi fosse. E' stata una bella esperienza passare qualche giorno con lei, vivere l'emozione di questa esibizione live con una grande orchestra, senza suoni programmati.

Perchè l'esibizione dal vivo all'Eurofestival è più rallentata rispetto a quella del disco?
Per una ragione molto semplice: dal vivo c'è un pathos, una emotività che tu trasmetti in quel preciso momento, proprio perchè non c'era un computer o un'elettronica che stabilisse la velocità di quel pezzo. Io partivo con l'indicazione di un metronomo luminoso che io avevo, poi durante l'esecuzione, seguendo il suo canto, la velocità si instaura nella performance live, non puoi essere ligio a quella del disco. E' venuta forse una versione più lenta ma assolutamente di grande impatto e di forte emozione, nei dischi bisogna fare attenzione ad altri fattori, oggi, come nel '92, si può intervenire sulla voce, non bisogna abusare di questi accorgimenti perchè automatizzano, tra poco sarà possibile cantare come Ray Charles...

Ci vuoi lasciare con una tua opinione su Mia Martini artista?
La verità è una sola: chi canta benissimo, prima o poi, viene fuori e Mimì era veramente un'outsider, una che aveva una marcia in più rispetto a tutti, forse perchè veniva dalla sua anima, dal suo modo di essere, da quello che lei aveva passato nella sua vita, le sue vicissitudini che avevano lasciato dei segni in lei come donna. E lo dice uno come me che, a livello lavorativo, preferisce le voci maschili, devo dire che come lei non c'è nessuno, ti dà quel qualcosa in più che nella musica non si spiega, la ascolti con i brividi sulla schiena.


Pippo Augliera
Intervista inserita nel libro La voce dentro

domenica 6 giugno 2010

Mimì e il fascino dell'improvvisazione: Mia Martini in jazz



Ravenna. Ancora una sfida, vissuta questa volta a metà strada tra l'estetica rarefatta del jazz e la passionalità della canzone italiana: Mia Martini la affronta con l'entusiasmo di sempre, con quella voglia di mettersi alla prova che ha trasformato il casuale incontro di due musicisti in un elettrizzante menàge artistico.




Tutto è nato da un invito dei responsabili della Gala Records, ricorda Mimì, che avevano in cantiere un'antologia dedicata a Lucio Battisti con la partecipazione di grandi nomi del jazz affiancati dalle migliore voci del panorama italiano. Non ho nemmeno avuto l'imbarazzo della scelta: le registrazioni erano quasi completate e rimaneva da provare "Pensieri e parole". Maurizio Giammarco stava lavorando proprio su qualla canzone, e così ci siamo trovati a dividere una passione in comune.
 
Qual'è la difficoltà maggiore nel trasportare in chiave jazz la melodia della canzone cosiddetta pop?
E' convincere i jazzisti a suonare come voglio io! Sherzi a parte, al di là dei tentativi di che lasciano il tempo che trovano, il segreto sta nel conservare ciascuno la propria identità e trasferire il dialogo sul piano della provocazione.

Dal disco al concerto, come si è sviluppata la collaborazione con Giammarco?
Maurizio si è occupato di tutti gli arrangiamenti, che trovo veramente bellissimi. Io, del resto, sono affascinata dal suo mondo musicale, dalla sua personalità di interprete, e cerco nel mio piccolo di seguire tutto quello che inventa. In pratica gli rifaccio il verso, che è poi quello che lui vuole da me. Ma cerco di mantenere un certo equilibrio con la mia impostazione, che non ha nulla del jazz, e che non voglio spacciare come tale. Non ho la presunzione di improvvisare uno scat, sarebbe come prendere in giro Sarah Vaughan e Ella Fitzgerald. Al contrario ascolto con molta attenzione, perchè voglio imparare ad amare sempre di più questo mondo di sensazioni per me completamente nuovo.

Prospettive diverse, quindi, ma repertorio in buona parte familiare, con alcune digressioni anche nel pop dei Beatles.
Ma sempre con un occhio di riguardo per il jazz. Nel caso di "Come together" ho semplicemente confermato una scelta compiuta anni fa, quando ho voluto rendere omaggio a John Lennon ed alle mie radici mettendo quella canzone nel programma dei concerti. Ne era venuta fuori una versione ibrida, vagamente jazz ma con una buona dose di rock. Stavolta invece la suono insieme a jazzisti veri, che non devono marcare ciò che già appartiene loro. Forse ero più a mio agio prima, ma le situazioni troppo comode, purtroppo, non mi danno pace.


Roberto Burnacci luglio 1991


giovedì 3 giugno 2010

Memorabilia: Mia Martini in "Per te Armenia"



Alla fine degli anni '80, Charles Aznavour fonda una Associazione per l'Armenia, terra martoriata e paese di cui lui è originario.
Decide nel 1989 di realizzare un 45 giri destinato alla Francia e all'Italia avvalendosi rispettivamente di artisti francesi e italiani, i cui introiti sono devoluti integralmente a questa opera umanitaria.

Il brano dal titolo Per te Armenia si avvale della collaborazione per la parte letteraria di Andrea Lo Vecchio su musiche di George Garvarentz, sul lato B è contenuto Sono caduti degli stessi autori e il cui testo è recitato straordinariamente da Vittorio Gassman.

Vengono invitati molti cantanti di casa nostra, che aderiscono a questo progetto senza scopo di lucro e senza alcun compenso.
Figura anche Mia Martini, e non poteva essere altrimenti, visto che con Aznavour aveva fatto una tournée insieme che culminò nel 1977 con una serie di concerti trionfali all'Olympia di Parigi.
Pubblichiamo volentieri i credits del disco.
ARTISTI: Aida, Charles Anavour, Francesco Baccini, Marina Barone, Dario Baldan Bembo, Gianni Bella, Orietta Berti, Pierangelo Bertoli, Antonella Bucci, Camaleonti, Mario Castelnuovo, Mimmo Cavallo, Christian, Gigliola Cinquetti, Sergio Conte, Lorella Cuccarini, Daiano, Tony Dallara, Pino D'Angiò, Decibel, Franz Di Cioccio, Sergio Endrigo, Eugenio Finardi, Mark Fontaine, Gazebo, Gepy, Dori Ghezzi, Ricki Gianco, Gilda Giuliani, Enzo Jannacci, Mauro Lusini, Bernardo Lanzetti, Cristiano Malgioglio, Gianfranco Manfredi, Meccano, Mietta, Milva, Enrico Musiani, Gino Paoli, Michele Pecora, Nilla Pizzi, Alberto Radius, Mino Reitano, Memo Remigi, Luciano Rossi, Stefano Rosso, Antonella Roggero, Sabrina Salerno, Scarlet, Scialpi, Franco Simone, Lara Saint Paul, Strana Società, Iva Zanicchi.
Percussioni: Tullio De Piscopo; Arrangiamenti Roger Loubet;
Direzione orchestra: Roger Berthier; Direzione Clip: Michel Assalini;
Regia: Andrea Gianolli; Art Director: Filippo Maniscalco;
Studio: Cetra Art Recording; Ingegnere: Ezio De Rosa; Assistente: Alberto Boi.
Il video di "Per te Armenia":

mercoledì 2 giugno 2010

Mia Martini era innamorata della Sicilia e l'ha scelta per iniziare l'ultimo tour della sua vita






PER TUTTI ERA MIMI'.
Un nome dolce in totale contrapposizione con la grinta che esprimeva sul palco. Dieci giorni prima che morisse ha cantato a Monreale: aveva scelto la Sicilia che amava per il debutto del suo ultimo tour della sua vita.


Ha parlato prima di esibirsi, di lei, della sua gavetta, delle collaborazioni artistiche che aveva collezionato ( di cui andava fiera) e dei suoi progetti. E poi della sua amicizia con Mimmo Cavallo. Ricordate 'Siamo meridionali', 'Uh mammà', 'Ninetta'? Cavallo è un ragazzo che a 25 anni raggiunge il successo e a 40 è praticamente uscito dal giro come interprete.
Mimì lo definiva 'il suo poeta'. Lo aiutava, lo seguiva. Aveva la ferma intenzione di rilanciarlo. Lui, da parte sua, aveva scritto le ultime canzoni di Mia Martini. 'Il poeta' era con lei per la tournée '95 tragicamente interrotta e per questa sua ultima intervista.
"Il mio rapporto con Mimmo risale a tanti anni fa, dal punto di vista artistico, da quando partecipai attivamente nell'album "Siamo meridionali", cantando il meraviglioso brano 'Ninetta'."
I due si conoscono nel '78, li unisce quel Coggio che tutti conoscono per essere il produttore dei primissimi dischi di Claudio Baglioni. Poi si perdono un po' di vista ma restano amici e quando un amico ha bisogno Mimì corre in suo aiuto.
"Sono sempre io a chiamarlo perché lui non vuole dare l'impressione di chiedere favori. Ma per me, averlo accanto è sempre stato importante".


Mimì, 47 anni di Bagnara Calabra, è un fiume di parole in piena. E se a Mimmo si chiede a quando il ritorno con un nuovo disco, lui non fa in tempo a rispondermi che lei interviene subito:
"A presto, anzi prestissimo".


Visto che si parla di progetti futuri, quali sono quelli di Mimì?
"Mi piacerebbe fare qualcosa con Pino Daniele, nel frattempo ho già reinterpretato qualche sua canzone in una tournée con un grande musicista come Maurizio Giammarco. Concerti dei quali ho un magnifico ricordo e che hanno dato vita a un bellissimo live-jazz".


Tra i colleghi con i quali ha collaborato a chi si sente più legata?
"Mi hanno affascinato Aznavour e l'inossidabile Murolo, amo più di tutti Enzo Gragnaniello ma sono più legata a Ivano Fossati, col quale ho sempre avuto una grande intesa".


Tanti sono gli aneddoti che racconta del suo rapporto con il cantautore genovese ex-Delirium.
"Lui è un musicista ecletto perché, forse non tutti lo sanno, è un grande batterista e poi suona il flauto. Una volta litigammo mentre provavamo a casa sua 'Vedrai vedrai'. Ivano non voleva eseguirla al piano per una sua reticenza a suonare questo strumento in pubblico. Fu io a convincerlo e al Premio Tenco fu un successo, tanto che incidemmo la canzone anche in disco. Poi ci unisce un amore artistico per Randy Newman che abbiamo avuto l'occasione di conoscere insieme".
Nonostante la voce rauca tipica da interprete blues, una sorta di Tina Turner prima maniera, a Mimì piaceva tanto la dimensione on stage, l'improvvisazione musicale dettata dall'arte jazz, il duettare liberamente con i musicisti.
"Eseguendo le canzoni degli altri faccio molta attenzione al testo, che per me è basilare: devo entrarvi dentro a starci bene come in un abito. Deve far parte del mio sangue per coinvolgermi e farmi vibrare".
Diego Lamia maggio 1995


Il video di "Mimì sarà" in concerto a Ciminna (Palermo)maggio 1995
http://www.youtube.com/watch?v=0gepfIheNzQ

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