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mercoledì 4 marzo 2009

Omaggio a.... Mia Martini...sarà che tutta la vita è una strada con molti tornanti


“Ma davvero per uscire di prigione bisogna conoscere il legno della porta, la lega delle sbarre, stabilire l'esatta gradazione del colore? A diventare così grandi esperti, si corre il rischio che poi ci si affezioni. Se vuoi uscire, davvero di prigione, esci subito, magari con la voce, diventa una canzone.”

(Patrizia Cavalli, Poesie)

Questo omaggio è un omaggio alle canzoni e a una voce. Una voce coi graffi. Voce densa, piena di suoni densi. Una voce che ha modellato le canzoni e quelle non sono state più come prima. Chiunque le canterà non saranno più come prima. La sua voce roca e profonda è entrata in simbiosi con ogni canzone che ha interpretato. E adesso quelle canzoni sono sue. Domenica Bertè, futura Mia Martini, nasce il 20 settembre 1947 a Bagnara Calabra, e vive i suoi primi anni fra Porto Recanati e Ancona. Studia piano e danza classica e canta alle feste di piazza. A quindici anni incide il primo disco col nome di Mimì Bertè. Proprio per questo disco è notata dal settimanale Tuttomusica che la inserisce in un gruppo chiamato La Greffa. Viene invitata a partecipare come ospite giovane allo show televisivo Teatro 10 condotto da Lelio Luttazzi, dove interpreta un pezzo divertente, E adesso che abbiamo litigato. E dopo questo brillante esordio, sparisce per un pò. E' a Roma, studia lingue e si dedica anima e corpo alla musica, cantando a modo suo il repertorio di Ella Fitzgerald, di Julie Driscoll, Aretha Franklin. E quando riappare sulla scena discografica, nel 1971, nessuno più collega la ragazzina yè-yè a questo nuovo personaggio, che sfodera un repertorio d'avanguardia e un nuovo nome d'arte: Mia Martini. "Il nome l'ho voluto io, pensando alla Farrow, un mio idolo del momento. Il cognome fu scelto fra un tris di prodotti celebri italiani che potevano attirare anche il mercato internazionale. Spaghetti, pizza e Martini. Decidemmo per quest'ultimo". Ecco Mia Martini, che si presenta al primo Festival d'avanguardia e nuove tendenze di Viareggio e vince, battendo gruppi del nuovo rock come la PFM o il Banco, cantano Padre davvero. Il brano, dissacratorio, viene censurato dalla programmazione radiofonica. Il testo è ruvido, durissimo, è la storia di una ragazza in conflitto con il padre. Esplicito, senza smussature, tutto ad angoli acuti e veri. "E certo tuo padre ti diede di meno / solo due calci dietro la schiena / e con mia madre dormivi nel fieno / anche in aprile e di me era piena! / Padre, davvero sarebbe grande / sentire il parere della tua amante! / Poi sono venuta e non mi volevi / ero una bocca in più da sfamare / non sono cresciuta come speravi / e come avevo il dovere di fare! / Padre, davvero che cosa mi hai dato? / Ma continuare è fiato sprecato / che sono tua figlia, lo sanno tutti / domani i giornali con la mia foto / ti prenderanno in giro da matti / ah, non mi avessi mai generato! / Padre, davvero ma chi ti somiglia / ma sei sicuro che sia tua figlia!. Nell'aprile del 1972 incide Piccolo uomo. Il disco rimane per cinque mesi ai primi posti delle classifiche nazionali, vince l'edizione del Festivalbar (che bisserà l'anno dopo con Minuetto), diventa un successo anche in Francia, Spagna e America latina. Nell'autunno dello stesso anno partecipa alla Mostra internazionale di musica leggera di Venezia con Donna sola, strepitoso brano blues, e incide un nuovo album, Il giorno dopo. Per lei è un momento d'oro: la sua voce è un baleno di energia e novità. I testi, poco rassicuranti, sono un taglio netto rispetto alla tradizione, che vuole le voci delle interpreti femminili cantare d'amore da fiaba. Lei canta la vita sua e la vita sua è fatta anche così. E piace, vince e vende. Vince la Gondola d'oro di Venezia per le vendite del disco Donna sola, poi il referendum di Sorrisi e canzoni come miglior cantante dell'anno e il Premio della critica europea a Palma de Majorca. Ed è proprio in Spagna che la cantante inizia una stretta collaborazione con Charles Aznavour che dura tre anni e che la condurrà nel '77 ad un memorabile concerto all'Olympia. Varca le frontiere e trionfa sul mercato europeo, canadese e giapponese. Viene invitata al più prestigioso Festival di Tokyo come rappresentante italiana, e vince con Ritratto di donna. Poi di nuovo un periodo di silenzio. Il suo percorso sarà tutto così: fatto di salti improvvisi e poi silenzi. E nuove capriole di musica, ogni volta più belle. Qualche volta è lei a scrivere, più spesso sono altri, ma c'è un filo rosso che lega la scelte delle canzoni: dire la sua verità, magari piccola, magari imprecisa ma certamente aderente alla sua esperienza e al suo coraggio. Incontra Ivano Fossati e lì nasce un sodalizio (artistico e sentimentale) destinato a protrarsi per diversi anni e a produrre grandi canzoni. Nell'82 arriva la sua partecipazione al Festival di Sanremo. Non vince ma la giuria dei giornalisti, toccata dalla sua esecuzione di E non finisce mica il cielo, istituisce per lei il premio della critica. La sua presenza cambia le regole, apre strade. Obbliga a prendere atto che una canzone è un pezzo della vita di un paese, dice della sua cultura e della sua maturità d'arte. Nomina le contraddizioni e le mette in musica. Certo questo è atto faticoso. E in più il talento fa paura, la nitidezza dell'anima a ogni costo fa risultare ancora più grosse le meschinerie. Comincia un sotterraneo lavoro di ostruzione e cattiveria che lei soffre senza pari. Nello stesso anno esce Quante volte. In quell'album c'è una canzone che si chiama Stelle. Provate ad ascoltarla. Non si sa che stato d'animo vinca, se la tenerezza, il disincanto, o il candore. E' la voce sua a contenerli tutti: Ho visto gente che lottava per un soldo di fortuna / come tori caricati nell'arena / quanti feriti e quanti osannati / regine di plastica su troni di cera / stella stella che risplendi nello spazio di un sorriso / quando il buio tuo compagno ti nasconde dove vai / stelle spente vi ho incontrato qualche volta in tristi bar / e ognuno ha i suoi motivi che nessuno ascolterà. / C'è chi sopra un palcoscenico si muove con maestria / se provassi potrei farlo anch'io / ma quando è il momento mio Dio / mi sento goffa e ridicola io / la mia paura è una nota stonata / e lo sai perché non c'è niente di grande in me / io posso solo cantare per te. / Stella stella che risplendi / finché c'è la tua canzone / stella se ti senti sola / scendi giù vicino a me / stella persa e ritrovata qualche volta in tristi bar / io conosco la tua storia ma se vuoi ti ascolterò. Nell'83 Mia si diverte a regalare un 33 giri ai suoi "Compagni di viaggio", svariando fra Hendrix, Tenco, De Andrè e John Lennon. Nell'85 vorrebbe tornare a Sanremo con Spaccami il cuore, bellissimo pezzo scritto da Paolo Conte. Ma le giurie fanno una cosa assurda: bocciano la canzone in fase di preselezione. Meglio corbellerie che nessuno ricorderà piuttosto che la sua voce luccicante con la musica e le parole di uno dei più grandi autori di sempre. Sparisce dalle scene e ci vorrà molto tempo per convincerla al nuovo grande ritorno. Che arriva nell'89. Mia arriva a Sanremo con una canzone intitolata Almeno tu nell'universo : è uno shock generale, e lei rivince il premio della critica. lo stesso accade nel '90 con "La nevicata del '56. Due anni dopo canta Gli uomini non cambiano e manca per un soffio la vittoria. Poi partecipa a un disco di Roberto Murolo, altro grande della nostra musica. Provate ad ascoltare Cu'mme, provate a sentire che succede nella canzone quando entra la voce di Mia: si vola, si va in alto e quasi non importa capire cosa dica il testo perché il senso delle parole è tutto nel suo modo di cantare disperato eppure gioioso. Nel '94 incide un album di cover intitolato La musica che mi gira intorno. E' il suo ultimo capolavoro. Sono pezzi di De Andrè, di Bennato, di De Gregori e poi c'è la sua voce a restituirli nuovi. In una trasmissione tv, invitata per rendere omaggio alla sua bravura dopo troppo buio, il pubblico ascolta a bocca aperta La voce del silenzio, cavallo di battaglia di Dionne Warwick, che, affidato alle sue corde vocali, è un concentrato di meraviglia. Mia Martini muore nel maggio del 1995. Certo la meraviglia resta. Come resta il fatto che ad alcuni la strada per esprimere sé stessi riservi tanto dolore. Lei è una delle voci più intensamente belle della nostra tradizione musicale. Velluto e carta vetrata. Lei è stata bersaglio di stupidità, invidia e codardia. Il talento spesso abita dentro le anime fragili, anime che andrebbero protette, un cappotto sulle spalle quando fa freddo. Non messe ai margini. Perché quello che danno è, per tutti, un bene comune che fa migliori.Gianna Mazzini Buddismo e Società numero 117 luglio-agosto 2006

martedì 3 marzo 2009

Allo Smeraldo l'atteso concerto di Mia Martini a favore dell'Anfass( Associazione Famiglie Fanciulli e Adulti Subnormali)




Con le parole di Gli uomini non cambiano si apre il viaggio introspettivo di Domenica Bertè , in arte Mia Martini, nel concerto "Per aspera ad aspra" che sta proponendo nei teatri italiani e che approderà stasera allo Smeraldo (ore 21, ingresso 30.40 mila). Il concerto, patrocinato da Comune e Regione, è a beneficio dell'Anffas (Associazione famiglie fanciulli e adulti subnormali).

Il percorso musicale a ritroso della vita artistica di Mia Martini crea l' opportunità di riascoltare le tappe di una carriera frastagliata, difficile, comunque fedele alla personalità di questa generosa interprete della canzone italiana. Si riascolteranno successi degli anni ' 70, da Piccolo uomo a Minuetto, fino al grande ritorno sulle scene (dopo il traumatico intervento alle corde vocali del 1980) con motivi quali E non finisce mica il cielo e Almeno tu nell' universo.
Lei confessa: Non potrei mai dividere la mia vita privata dalla musica perché  è quest' ultima che ha determinato ogni scelta .

Cosa si prova a ritrovare il successo, a ottenere la definitiva consacrazione a grande interprete...
Vivo tutto molto intensamente per cui ci sono anche momenti di grande stanchezza. Non sono certo razionale nella distribuzione delle mie energie e ogni volta che canto o comunque incontro il pubblico, mi emoziono fino alle lacrime mentre canto, come succede in questo spettacolo che mi riporta alle radici, a Bagnara Calabra e a mio padre che è tra le persone che amo di più.
 
. . E qual è invece il rapporto con l' altra cantante di famiglia, sua sorella Loredana Bertè ?
Ci sono stati sempre molti conflitti. E un rapporto tumultuoso. Loredana deve probabilmente risolvere suoi problemi personali. Da parte mia c'è molta disponibilità e voglia di incontrarla...
 
. . Torniamo alla musica. Lei in questo spettacolo, del quale sarà realizzato un home.video, ripercorre le tappe della sua vita osservando il passato. E il futuro?
Questo è  un concerto che non si ripeterà mai più  perché non amo troppo le lacrime della nostalgia. Io voglio essere solare, cantare in piena libertà e per l' estate realizzerò un tour con questo spirito, giocando con la mia fantasia per passare da un' atmosfera all' altra, dalla canzone al rock e al jazz. Oggi mi sento felice.

A questo proposito lei stessa scrive di questo concerto tenuto il 12 aprile al Teatro Smeraldo a favore dell’Anffas:
Non sempre siamo in grado di apprezzare la vita perché siamo troppo presi dagli stress quotidiani che spesso creano falsi problemi. Un vero problema è l’handicap e ci riguarda, anche se poche volte siamo disposti ad affrontarlo con la dovuta sensibilità: troppo spesso l’ipocrisia porta ad occuparcene solo per il breve tempo di una pubblica relazione da cui trarre vantaggi per poi, a luci spente, accantonarlo immediatamente. Ecco: associazioni come ANFFAS svolgono il compito di occuparsi di questo problema dal punto di vista umano e sociale chiedendoci soltanto un po’ della nostra attenzione.

 
Elia Perboni Corriere della sera Aprile 1992


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domenica 1 marzo 2009

Claudia Mori rinuncia al Festival per solidarieta' con l' esclusa Mia Martini






Non cambio idea. A Sanremo non ci vado.

Non era mai accaduto nella storia del Festival che un big rinunciasse al palcoscenico dell'Ariston per solidarieta' verso un collega, ma questo a Claudia Mori non interessa:

Sono contenta che la commissione mi abbia scelta tra i venti big che parteciperanno alla kermesse, ma non accetto che Mia Martini, bravissima, la migliore interprete dopo Mina, resti fuori". Tra tutte le esclusioni 'eccellenti', quella della Martini mi ha davvero colpito, continua la Mori, che assicura di tornare presto in video con un programma tutto suo su Raiuno .. Come si fa a bocciare una come lei? Mi sono sentita in imbarazzo: io a Sanremo e Mia a casa. Allora ho preso la decisione.
E suo marito Adriano Celentano che cosa ha detto?
 Che facevo bene.

Ma secondo lei, la commissione ha davvero fatto un errore?
Io non ho ascoltato la canzone della Martini, ma credo che Sanremo non possa permettersi di chiuderle le porte in faccia. Va bene che si sceglie il brano, ma non si puo' prescindere dall'interprete. Ingiusto sottoporre ogni volta ad esame un artista.
Non e' assolutamente d' accordo Baudo:  La Mori dice:
Un' interprete come Mia Martini, anche se canta l' elenco del telefono, non puo' essere esclusa". Non ho parole: e' una motivazione anti democratica. Vorrebbe forse che scegliessimo i big per licitazione privata? C'e' una commissione che deve giudicare non i cantanti ma le canzoni. E sceglie le piu' belle.
Iossa Mariolina (28 dicembre 1993) - Corriere della Sera

Successivamente, intervistata, il 4 maggio 2006 su Corsera Magazine, da Claudio Sabelli Fioretti che, tra le altre cose, le chiede:

Lei una volta ha litigato anche con Pippo Baudo,
Era per Sanremo. Ero stata ammessa e Mia Martini no. Me ne vergognavo.
Baudo disse: dobbiamo giudicare le canzoni non i cantanti.
La canzone di Mia Martini era bellissima. Ma soprattutto Mia era una grandissima interprete che rendeva meravigliosa ogni nota musicale.
Che cosa era successo?
Sanremo non è mai del tutto autonomo. Altrimenti non si giustificano certe presenze e certe esclusioni. E non rappresenta la musica italiana.

Il video di "E la vita racconta"
http://www.youtube.com/watch?v=0jvG4yunTjk

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Sanremo '94. Appello di Mia Martini alla Mori: Claudia ripensaci, non ne vale la pena
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Conferenza Stampa di Mia Martini al Festival di Sanremo 1989
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Conferenza Stampa di Mia Martini al Festival di Sanremo 1992
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Baudo " obbligato ": a Sanremo Premio Critica intitolato a Mia Martini
http://questimieipensieri.blogspot.com/2008/04/corriere-della-sera-archivio-baudo.html

sabato 28 febbraio 2009

Mia Martini: niente televisione con la Bertè






MIA MARTINI:
Io e mia sorella? Meglio separate

A Sanremo si sono piazzate penultime ed è stato un duro colpo per entrambe. Mia Martini e Loredana Bertè, le sorelle ‘ritrovate’ dopo anni di litigi e incomprensioni, hanno deciso che dopo quella sconfitta non si esibiranno più in coppia.
D. Allora, Mia, avete litigato di nuovo?
R.”No, è solo che non ho intenzione di accompagnare Loredana in TV. Le voglio bene, ma lei ha un disco da promuovere e io non ce l’ho. E poi è evidente che insieme non funzioniamo proprio: siamo troppo diverse”.
D. Perché non riuscite ad andare d’accordo?
R. “Io sono calma e riflessiva, mentre mia sorella è l’esatto contrario. Ho cercato in tutti i modi di capirla, di starle vicino, ma lei ha un carattere difficile e non accetta consigli. Cercherò di essere una buona sorella, ma d’ora in avanti preferisco non lavorare più con Loredana”.
D. Sembri preoccupata per lei: sta attraversando un momento difficile?
R. “Proprio così: io al Festival non volevo andarci. Ma l’ho fatto per lei, per aiutarla ad uscire da questa crisi depressiva che la tormente e che la porta ad essere troppo aggressiva con tutti. Sono in pensiero per Loredana e non so come aiutarla: purtroppo sono certa che sta soffrendo ancora moltissimo a causa della fine del suo matrimonio con Bjorn Borg”.
D. Quali sono i tuoi progetti?
R. “Alla fine di aprile partirò per un tour teatrale con Roberto Murolo e Enzo Gragnaniello: ho scoperto di amare molto la musica napoletana. E poi, a fine estate, voglio preparare il più bel disco della mia vita. Da sola naturalmente!”

LOREDANA BERTE’:


Non mi capisce? Peggio per lei

“Ho fatto un album bellissimo e l’ho fatto da sola”, dice Loredana Bertè ostentando la consueta grinta. “Si intitola “Ufficialmente dispersi” ed è contro l’embargo a Cuba, l’Aids e tutte le guerre in generale. Mia sorella non mi capisce e non condivide assolutamente il mio impegno politico. Continui pure a parlare d’amore nelle sue canzoni. Io vado per la mia strada con o senza di lei”.
Simona Rodolli per Grand Hotel 1993

"Dedicato" di Mia Martini e Loredana Bertè tratta dalla trasmissione tv "Tandem" del 1983
http://www.youtube.com/watch?v=7apBzYVc3Y0

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Mia Martini e Loredana Bertè.SORELLE RIVALI UNITE DALLA SOLITUDINE
http://questimieipensieri.blogspot.com/2008/08/sorelle-rivali-unite-dalla-solitudine.html

Il ‘divorzio’ politico delle sorelle terribili Loredana Berté fan del ‘Che’ e Mia Martini che svolta a destra: ‘Dalla sinistra solo fregature’.
http://questimieipensieri.blogspot.com/2008/08/il-divorzio-politico-delle-sorelle.html

sabato 14 febbraio 2009

Compagni di viaggio di Mia Martini: intervista a Tullio De Piscopo e Eugenio Bennato






Due valenti artisti partenopei ricordano la loro collega Mia Martini, napoletana d’adozione.

TULLIO DE PISCOPO

D. Tullio De Piscopo che ricordo ha di Mia Martini?
R.
Un ricordo di un rapporto professionale e di amicizia molto intenso e profondo che si è rinnovato e consolidato negli anni. Ho conosciuto Mimì nei primi anni settanta quando incideva per la Ricordi. In quel periodo nei suoi concerti facevo il turnista suonando la batteria. Qualche anno dopo, nel 1975, abbiamo partecipato al Festival internazionale di Palma de Majorca al quale presero parte musicisti e cantanti di tutto il mondo. Tra me e Mimì nacque subito una grande intesa, trascorremmo insieme tantissimo tempo. Conservo un bellissimo ricordo di quella esperienza. L’ho ritrovata dopo tanti anni, nel 1989, al Festival di Sanremo al quale presi parte con il brano ’E allora e allora’. Provai una grande emozione e un piacere immenso nel rivederla esibirsi alla grande per una platea così prestigiosa. Interpretò in maniera superba ’Almeno tu nell’universo’, un capolavoro di pezzo, penso che in quel momento non si sia nemmeno resa conto che stesse cantando qualcosa che sarebbe rimasto nella storia della canzone. Qualche mese dopo tutto il cast di quell’edizione girò mezzo mondo grazie alla rassegna ’Sanremo in the world’ fortemente voluta da Adriano Aragozzini. A tal proposito voglio rivelarti uno dei tanti episodi incresciosi che Mia Martini ha dovuto subire. Ricordo che sull’aereo i manager, a causa delle ignobili dicerie che la volevano porta-sfiga, la facevano sempre sedere da sola in terza classe lontana dai colleghi. Io fui disgustato da questo episodio e durante uno scalo che facemmo in Danimarca minacciai gli organizzatori dicendo che avrei preso il primo aereo in partenza per Milano se Mia Martini non si fosse seduta in prima classe accanto a me. Da quel giorno io e Mimì fummo compagni di viaggio e ti lascio immaginare gli scambi di opinione che abbiamo avuto e le cose che mi ha raccontato durante quegli spostamenti.

D. Secondo te quanto sono stati importanti Napoli e i suoi musicisti per Mia Martini?
R. Enzo Gragnaniello le ha scritto un capolavoro che si chiama ’Donna’, un pezzo di grande sensibilità musicale e umana. Inoltre grazie al duetto con Roberto Murolo e alla penna di Enzo, Mia Martini con la sua voce straordinaria ha fatto di ’Cu’ mme’ un nuovo classico della canzone napoletana. A Napoli Mimì era di casa, io e lei frequentavamo spesso il programma televisivo di Gennaro Montuori (alias Palummella, il capo degli ultras, n.d.r.) poiché condividevamo la passione per la squadra del Napoli. Spesso siamo stati anche in curva B e in trasferta con i tifosi per incitare gli azzurri e i tifosi con lei erano sempre molto affettuosi, così come lei lo era con i napoletani. Penso che il suo incontro con Napoli e i napoletani sia stato magico e molto importante tanto per l’aspetto professionale, quanto per quello umano, sia per lei che per Napoli e la sua canzone.

EUGENIO BENNATO

D. Eugenio Bennato cosa ne pensa di Mia Martini e che ricordo ha di questa artista?
R.
Mia in un certo periodo veniva frequentemente ad ascoltarmi dal vivo. Ti confesso di avere un rimpianto, perché lei voleva che io le scrivessi un pezzo, io mi ripromettevo sempre di farlo, ma poi ho sempre rimandato questa cosa e purtroppo non c’è stato più tempo per poterlo fare. Inoltre posso dirti che eravamo molto amici e tra le altre cose, seguendo una mia testardaggine non ho mai lasciato correre delle dicerie sul suo conto che ho sempre stroncato, litigando spesso con l’ipocrisia dell’ambiente degli artisti. Quindi sono contento di aver dato questo contributo a Mimì, però rimane il rammarico per non aver scritto un brano per una ragazza calabrese, per una grandissima interprete che amava molto anche il folk (infatti veniva spesso ai miei concerti) e che io ho conosciuto da ragazzo, poi ci siamo ritrovati tanti anni dopo. Mi dispiace perché in questo momento con il grande ritorno della musica latina e del sud, le avrei potuto dare una mano, nonostante lei sia una grande della musica leggera. Ormai è stato già detto tutto su Mimì, rimane una grandissima artista di questi ultimi decenni che è rimasta nel cuore di tutti noi, soprattutto di noi musicisti del sud.
di Ciro Castaldo

Le interviste sono inserite nel libro:

giovedì 12 febbraio 2009

Compagni di viaggio di Mia Martini: Roberto Galanti





Roberto Galanti, allora discografico della DDD,  rilascia queste interviste a Chez Mimì inserite in La regina senza trono  e
La voce dentro



Ricordo una Mia Martini delusa e amareggiata , ferita dalle voci che già circolavano sul suo conto e che l’hanno accompagnata per il resto della sua vita. Nacque, agli inizi degli anni ottanta, subito dopo aver firmato il contratto con la DDD, un rapporto di amicizia e di stima, anche se l’affetto per questa grande artista non deve far dimenticare le spigolosità e i lati negativi del suo carattere. Capace di essere dolcissima nel privato, Mimì diventava intransigente e a volte insopportabile quando si entrava nello specifico della sua professione. Molti autori, che ci inviavano canzoni anche interessanti, venivano scartati a priori perché da lei ritenuti troppo popolari o non particolarmente originali. Difficile trovare un compositore che fosse a suo parere adatto a lavorare con lei, per questo rifiutava con testardaggine brani anche di probabile successo, e quando dietro mia insistenza acconsentiva a realizzare un provino di uno di questi, lo interpretava talmente male che finiva immancabilmente per essere scartato.

Realizzammo il suo primo disco con musicisti americani di grande valore, ma poco noti in Italia, e il riscontro del pubblico non fu positivo. Cercammo allora di proporla più sorridente, più solare, e cominciò una bella collaborazione con Shel Shapiro, da cui nacque Quante volte, appunto, e un disco che comprendeva diversi pezzi composti da lei stessa. Nel frattempo, con E non finisce mica il cielo, premio della critica a Sanremo nel 1982, aveva confermato le sue straordinarie capacità di cantante e di interprete. Qualche tempo dopo, si era raggiunto un accordo per un disco con canzoni inedite di Pino Daniele, ma quando tutto sembrava deciso, Pino, a sorpresa, dette alcuni brani a sua sorella Loredana, e allora Mimì, ancora una volta delusa, non volle farne più niente. Miei compagni di viaggio, una selezione di canzoni di grandi artisti a lei particolarmente cari, fu registrato dal vivo nel corso di due concerti al Ciak di Milano, e la sua voce risultò talmente perfetta (di solito in questi casi la voce viene rifatta o per lo meno corretta in studio) che dovemmo mettere tra le note di copertina che nessuna modifica era stata apportata in fase di missaggio.


Un amore appassionato e turbolento, che le dava grandi gioie ma altrettante depressioni, le cattiverie dell’ambiente dello spettacolo, la scomodità di rimanere sempre coerente alle sue idee musicali, le grandi difficoltà economiche in cui perennemente si dibatteva, la portarono a chiudersi sempre più in se stessa, e quando la commissione d’ascolto del Festival di Sanremo non accettò Spaccami il cuore di Paolo Conte, maturò la decisione di smettere di cantare. Il suo contratto con la DDD dopo qualche mese terminava e, nonostante le mie insistenze, non ci fu verso di farle cambiare idea.

In verità, con Spaccami il cuore, giocavamo la nostra ultima carta, ma eravamo fiduciosi che questa canzone potesse contribuire ad un rilancio di Mimì in grande stile. Pensai nuovamente a Sanremo, perché rimaneva l'occasione migliore per infonderle un nuovo slancio professionale. Come autore, pensai a Paolo Conte che andai a trovare ad Asti accompagnato dalla stessa Mimì. Paolo fu gentilissimo con noi e, soprattutto, molto disponibile nei suoi confronti. Mi ricordo che, appena entrammo in casa, la prese per mano e, presentandola alla moglie, disse: ecco la più grande interprete che abbiamo in Italia. Dopo pranzo, Paolo e Mimì si avvicinarono finalmente al pianoforte. Lei iniziò a cantare Spaccami il cuore (di cui avevamo già un provino) e Conte rimase letteralmente conquistato dalla sua interpretazione. Insieme effettuarono qualche miglioria (se non sbaglio, cambiarono anche tonalità) e finalmente entrarono in sala di registrazione dove si avvalsero della collaborazione di Renato Serio e Antonio Coggio. Ero convinto che, con un autore come Paolo Conte e un’interprete come Mimì, l’ammissione di Spaccami il cuore al Festival di Sanremo dovesse costituire una pura formalità. Invece mi sbagliavo. Ravera, infatti, si era stancato di costituire il bersaglio della critica giornalistica in merito alle canzoni da ammettere alla rassegna e quell’anno affidò lo spinoso incarico delle selezioni ad una giuria di giornalisti specializzati. Furono pubblicati i risultati delle selezioni e ci accorgemmo che Mimì era stata eliminata, per motivi evidentemente tutt’altro che artistici.
  
Ho continuato a frequentarla come amica; lei viveva sola e isolata a Milano 2, e io ogni tanto la chiamavo: ‘Mimì andiamo a mangiare il pesce?’, ricordo la frase di rito, e lei arrivava, apparentemente serena, sempre col suo vivace senso dell’umorismo. Andò via da Milano ,la persi di vista, voleva tornare a vivere in Calabria, ma non trovò casa, si sposto fuori Roma.

L’ho incontrata a Sanremo, un rientro eccezionale, quando ha rivinto il premio della critica con Almeno tu nell’universo. Era raggiante, ci siamo abbracciati a lungo. ‘Ho tifato per te’, le ho detto. ‘Ma come, se ho battuto di un punto Jannacci, il tuo cantante?’, mi ha risposto.


Roberto Galanti discografico - elaborazione Pippo Augliera

martedì 3 febbraio 2009

Compagni di viaggio di Mia Martini: Egidio Maggio



Egidio Maggio ha suonato nell'ultimo tour di Mia Martini effettuato nella prima decade di maggio del 1995. Ha voluto esprimere la sua opinione sulla grande artista.


....credo che sia stata una delle mie esperienze più forti....sotto tutti i punti di vista....per chi ha avuto la fortuna di stare a fianco a Mimì, pur avendo un carattere non facile, sa di essere un privilegiato. Il mio bagaglio di esperienza, in quel periodo, è magicamente cresciuto e per un musicista è fondamentale ampliare le proprie conoscenze. Quello di cui aveva bisogno lo sapeva perfettamente, ti diceva nei minimi particolari come doveva essere interpretato un brano, insomma, lavorare in questo modo con lei era molto semplice....a parte quando non era di buon umore (..eh..eh..eh..), ma Mimì era così prendere o lasciare.

Durante le prove del tour eravamo ad Ortanova ( FG ) in teatro e lei da giorni soffriva di un forte mal di denti ( ....piccola premessa : si provava dalle 9.00 alle 13.30 e dalle 15.00 alle 23.00 e non si risparmiava con la voce era sempre li a cantare ogni pezzo come se fosse in concerto.... ) a cena ci dice di preparare e arrangiare per il giorno dopo dei brani in maniera acustica perchè aveva preso appuntamento con il dentista; noi tutti tirammo un sospiro di sollievo perchè andavamo incontro ad una giornata di lavoro un pò più tranquilla....il giorno dopo......avevamo già provato un paio di pezzi quando intorno alle 11.30 ce la vediamo salire sul palco con la mano sulla guancia e con mezza faccia ancora sotto anestesia, ci dice: "pensavate di esservi liberata di me....eh !!!" ....insomma dopo dieci minuti eravamo a provare i brani nuovi, con Mimì che CANTAVA con metà bocca ( compresa la parte superiore sinistra delle labbra ) ancora sotto anestesia....mamma mia ragazzi che forza !!!