Benvenuti a questo blog dedicato a Mia Martini con articoli, curiosità, interviste e altro....







Cerca nel blog

Lettori fissi

Visualizzazioni totali

sabato 23 novembre 2013

R come ricorrenza. Omaggio a Mia Martini della Rai con il Club Chez Mimì in studio
























Il direttore di RaiUno Notte Gabriele La Porta ha deciso, con la collaborazione di Nicoletta Leggeri, di dedicare a Mia Martini una puntata della trasmissione R… come ricorrenza andata in onda il 14 maggio 2000. In studio, con la conduzione di Pino Gagliardi, è stato invitato il club ufficiale dedicato all'artista Chez Mimì, rappresentato dal suo fondatore Pippo Augliera, a commentare tra un filmato e l’altro.

Ecco la cronaca di questa emozionante esperienza:
Amici della notte, nuovo appuntamento con R…come ricorrenza, il programma di Nicoletta Leggeri che si occupa di ricordare personaggi della musica e dello spettacolo. Questa volta tocca a Mia Martini, il fanclub ha chiesto a noi di Rainotte di dedicarle una trasmissione e abbiamo subito accettato la proposta perché si tratta di un’artista che ha fatto anche la storia della musica italiana. Abbiamo il Presidente di questo fanclub, venuto appositamente dalla Sicilia.

D. Come è nata questa iniziativa?
R. E’ nata dieci anni fa, esattamente nel novembre ’89, immediatamente dopo il suo ritorno sulle scene a Sanremo con Almeno tu nell’universo, mi è sembrata la maniera più bella di darle il bentornata sulle scene, un invito a restare con noi dopo vari anni di vicissitudini e di esilio in cui non appariva in TV e non incideva dischi, pur continuando a fare delle serate.

D. Apriamo, infatti, con il primo filmato dedicato al grande rientro a Sanremo accompagnata per mano da Giovanni Sanjust…
R. Il produttore che ha cominciato a lavorare con Mimì sin dai tempi dei primi successi come Piccolo uomo, Donna solaMinuetto e che l’ha convinta a ritornare con Almeno tu nell’universo, una canzone scritta diciassette anni prima, venuta fuori al momento opportuno e abbiamo visto con quali risultati.

D. Grande successo e, soprattutto, le è valso il Premio della Critica…
R. Il primo lo aveva già vinto nell’82 con E non finisce mica il cielo di Ivano Fossati, i giornalisti istituirono proprio quell’anno questo riconoscimento per premiare un brano d’autore e la classe dell’interprete.


D. Il Premio da qualche anno porta il suo nome…
R. Si, grazie anche ad una nostra iniziativa lanciata nell’estate del ’95 con la quale abbiamo promosso una raccolta di firme tra i personaggi dello spettacolo, aiutati da Alba Calìa e Dori Ghezzi. I giornalisti, di fronte a queste adesioni, tra le quali menzioniamo Battiato, Dalla, Mina, Pavarotti, non hanno esitato ad intitolare a lei il Premio della critica.

D. Almeno tu nell’universo è un brano che rimarrà nella storia della musica leggera italiana. Il Club ci ha portato delle chicche come questa rarità con Mia Martini che canta in spagnolo…
R. Questo vinile è stato pubblicato recentemente su cd, anche su nostra sollecitazione. Noi, per promuovere l’arte di Mimì, abbiamo continui contatti con le case discografiche, a volte ci creano difficoltà, a volte ci ascoltano, a volte fanno i sordi. Noi ci proviamo, comunque, e un paio d’anni fa siamo riusciti a far si che questa rarità fosse ristampata con l’aggiunta di altre chicce come Inno, E stelle stan piovendo, Che vuoi che sia

D. Com’era realmente Mia Martini, visto che l’avete conosciuta in privato?
R. L’ho incontrata la prima volta, in occasione della fondazione di questo club e ho subito avuto l’impressione di una donna di grande spessore e cultura, una personalità complessa e difficile. Spesso l’hanno descritta con un temperamento drammatico, triste, io che l’ho frequentata ho avuto anche la possibilità di scoprire il suo lato brillante, ironico.

D. A dimostrazione che Mimì non era solo drammatica, basta rivedere alcuni filmati tratti dalla Compagnia stabile della canzone, un programma del ’75 dove canta brani inusuali…
R. Nei primi anni ’70 era all’apice del successo, aveva una voce limpida e cristallina che successivamente si è trasformata, anche per un intervento alle corde vocali, si è arrochita, acquistando maggiormente in pathos.

D. Un’altra chicca che ci hanno portato gli amici del fanclub è l’LP World popular song in Tokyo anno 1977.
R. Mia Martini ha riportato la vittoria a questo festival internazionale come migliore interprete con la canzone Ritratto di donna.

D. Quando comincia Mia Martini ad uscire dai confini italiani?
R. Subito dopo i successi di Piccolo uomo e Minuetto, esistono versioni in francese ed anche in tedesco di questi brani…

D. So che c’è stata anche un’importante tournèe con un grande della musica europea…
R. Sì, con Charles Aznavour che decide di fare un tour italiano e chiama con sé come partner Mia Martini. E’ un successo talmente strepitoso che culminerà con una serie di concerti all’Olimpya di Parigi. Un punto d’arrivo ma Mimì, subito dopo questa consacrazione internazionale, come tutti i grandi artisti, fa una scelta dettata dal cuore ed ha una svolta artistica e sentimentale con Ivano Fossati e l’album Danza, che porterà gioie ma anche grandi dolori.

D. Adesso vedremo un medley tratto da Papaveri e papere
R. Ultima grande apparizione di Mimì, nella prima puntata è stato totalmente grande il successo registrato dal duetto con Giorgia da essere richiamata anche nell’ultima puntata con Barbara Cola e Ivana Spagna.

D. Grande Mimì e grande il Pippo nazionale che è riuscito a mettere insieme queste due grandi stars della musica leggera e vogliamo far vedere E se domani
R. Un omaggio che Mimì ha voluto fare a Mina ma soprattutto all’autore del brano Carlo Alberto Rossi, che l’ha scoperta come Mimì Bertè

D. Non solo E se domani ma anche Eternità
R. Un altro omaggio di Mia Martini a Giancarlo Bigazzi che nel ’92 le ha regalato un grande momento di popolarità scrivendo Gli uomini non cambiano”che le è valso il secondo posto a Sanremo.

D. In chiusura, un suo ricordo personale di Mia Martini
R. La sua estrema disponibilità e la sua umiltà. Ricordo un incontro a Messina, in occasione di Telethon: stavo parlando con lei e si sono avvicinate delle persone per un’intervista. Ha detto: sono con il rappresentante del mio fan club e non mi interessa che avete fretta perché per me è più importante questo momento . Penso che sia stato uno dei più bei regali che Mimì abbia potuto fare a noi come club. Ci ha dato tra l’altro l’autorizzazione ufficiale ad andare avanti con i ringraziamenti al sottoscritto e al Club sul CD Rapsodia e sulla videocassetta Per aspera ad astra.
E se dopo cinque anni si parla ancora di Mimì, ciò fa ben sperare che per il futuro noi continueremo la nostra attività.

D. Prima di vedere l’ultimo filmato, voglio ringraziare il direttore Gabriele La Porta che ci ha concesso di fare questo programma, la nostra regista Nicoletta Leggeri e soprattutto voi del fan club…
R. Noi ringraziamo voi per averci invitato....

Il video della puntata intera R come Ricorrenza
http://youtu.be/FeILpxdZpYo

Video: Chez Mimì incontra Mia Martini
http://www.youtube.com/watch?v=n8DPq3BC5po

Post correlati:

Chez Mimì intervista Mia Martini (Forlì 1991)
http://questimieipensieri.blogspot.com/2011/09/chez-mimi-intervista-mia-martini-forli.html

Ritorna Chez Mimi', la fanzine prodotta dal fan club dedicato a Mia Martini
http://questimieipensieri.blogspot.com/2008/01/ritorna-chez-mimi-la-fanzine-prodotta.html

Come in un sogno di venti anni fa. Nel 1989 nasce Chez Mimì per Mia Martini
http://questimieipensieri.blogspot.com/2010/07/come-in-un-sogno-di-venti-anni-fa.html

Mia Martini e il suo treno per il sud: Napoli-Bagnara-Messina
http://questimieipensieri.blogspot.com/2008/05/mia-martini-e-il-suo-treno-per-il-sud.html







venerdì 15 novembre 2013

Mia Martini e le radio private. Il Corriere dei Supporters

 
In occasione del concerto torinese di Charles Aznavour avevamo già conosciuto Mia Martini, ma data l'importanza dell'incontro con il cantautore francese la cantante italiana era stata messa in secondo piano. Abbiamo ora avuto la possibilità di rivederla come attrazione finale di una serata al Palasport torinese, per il Palio Musicale delle Regioni.

Nel corso dell'intervista, o meglio dell'incontro, non si è parlato molto di Mia Martini cantante, bensì di radio private ed il risultato è stato assai interessante, per cui ci è sembrato utile trascrivere solo quella parte dell'incontro.
E' il secondo incontro che abbiamo nello spazio di due mesi e in un certo senso si può dire Mia Martini capitolo II. Prima della tua esibizione ci hai fatto intendere che hai il dente avvelenato con le Radio Libere italiane. Cos'hai da dirci a questo proposito? Anche se è molto chiaro il motivo....
Secondo te perché è così chiaro?
Beh! Di solito quando gli intervistatori incontrano un personaggio sembrano accanirsi contro di lui per smontarlo.
No, non è così, o meglio, non è questa la ragione. A me la critica sta benissimo, anzi ne sono contenta per cui non è quello che mi preoccupa o mi dà fastidio. Quello che invece non sopporto nelle radio cosiddette libere è la loro mancanza di professionalità; sono tutti dilettanti. Avrebbero dovuto aver creato un'alternativa alla RAI, ma spiegatemi un po' qual è l'alternativa che offrono. Dicono tutte le stesse cose, e senza il telefono sarebbero finite, non so cosa potrebbero fare, le radio sono fatte solo con il telefono. Ti puoi immaginare con che risultato! L'esistenza delle radio libere nuoce moltissimo a tutto il mondo della musica leggera, all'industria discografica, ai cantanti ed agli autori, ai compositori, a tutti, insomma, quelli che lavorano nel mondo della musica leggera, e sono tanti a comporlo è un’ industria enorme quanto lo può essere la FIAT. E come è grave il problema dell'operaio disoccupato, altrettanto grave è quello di chi lavora nell’industria discografica ed è disoccupato. Disoccupato per colpa delle radio private e dei faIsificatori di cassette,(all’epoca si falsificavano soltanto le cassette perché non esisteva ancora il mondo del digitale e i cd attuali n.d.r.) ma le radio private sono sullo stesso livello dei napoletani (a Napoli nell’epoca di cui si tratta c’era il più grosso giro di affari legato alla pirateria della musica n.d.r.) che fanno le cassette false perché non esiste il mandare in onda i dischi interi senza parlarci sopra, senza fare sfumature, invitando addirittura gli ascoltatori a registrare. C'è stato un calo pauroso di dischi e le emittenti private sono tutte abusive, non pagano la SIAE e chi salvaguardia i diritti d'autore? chi salvaguardia quei poveracci che vivono solo sulle canzoni? Non parlo di me che canto, ma di quelli che ogni 6 mesi aspettano l'assegno dalla SIAE, e sono tanti gli autori in questa situazione. Con l'invasione delle radio libere la RAI ha quasi smesso di trasmettere musica leggera e fa solo GR, inchieste speciali e dibattiti. Le radio libere tolgono il pane di bocca alla gente che lavora.
 
Questo è appunto quanto ha detto Mia Martini, accusando chiaramente le radio di aver sconvolto i bilanci delle Case Discografiche. A questo punto ho ritenuto interessante interpellare un rappresentante di una radio privata, per vedere di controbattere le affermazioni “accuse” di Mia Martini.
poiché la serata torinese era patrocinata da Radio Torino Centrale, una delle più affermate tra le emittenti locali, ho avvicinato in seguito il Sig. Franco Ivaldi, Amministratore Unico della stessa, che aveva seguito tutto il discorso. Quindi la parola alla difesa;
I discorsi toccati dalla Sig. na Martini sono sostanzialmente tre: il dilettantismo, il problema SIAE e la crisi dell'industria discografica imputabili alle radio private. Vorrei innanzitutto premettere che le considerazioni fatte da Mia Martini mi sono sembrate piuttosto generalizzate e semplicistiche, forse perché la Martini non conosce a fondo il problema. Dilettantismo: è vero, sono molte le radio estremamente dilettantistiche, non dimentichiamo che in Italia ci sono circa 1500 radio private. E' chiaro che su di un numero del genere bisogna aspettarsi una certa percentuale di emittenti dilettantesche. C'è un altro motivo di fondo. La motrice delle radio private, in genere, è stata ed è tutt'ora di tipo goliardico. Cioè è un insieme di ragazzi, per lo più studenti, giovani che danno vita a questo fenomeno. E' logico che in una situazione simile non si può pretendere un grosso 'taglio' professionale. Malgrado questa mancanza di professionalità, in molte, ma non in tutte, occorre ricordare che c'è tanto entusiasmo ed una grossa disponibilità da parte di chi collabora. E' una grossa esperienza. Vorrei precisare che la definizione che spesso si dà alle radio private di alternativa alla RAI non è esatta, semmai complementare. Sarebbe una presunzione. Problema SIAE: direi che la posizione delle radio private serie sia chiara. Nessuno contesta il dovere che le radio private debbano pagare i diritti d'autore, com'è giusto che la SIAE li riceva. Però è la quantificazione del denaro da pagarsi che va stabilita, in modo equo e giusto per entrambi, valido insomma. A questo proposito insieme ad altre emittenti torinesi stiamo portando avanti un discorso con la sede SIAE Regionale, su basi molto franche ed aperte. E' però un discorso complesso e delicato e noi speriamo, come tutte le radio serie lo sperano, che questo problema spinoso venga presto risolto. Quanto detto dalla Sig.na Martini, mi ha fatto piacere, in quanto mi ha dato la possibilità tramite Nuovo Sound di spiegare che dietro alle Radio Private non c'è quello che può sembrare dilettantismo, bensì una chiara volontà di fare le cose bene ed in modo legale.
Un sintomo, questo, che si riscontra anche dall'aiuto dato da alcune emittenti torinesi ai tecnici dell' aereoporto torinese di Caselle nel ricercare la stazione che ha disturbato le frequenze di radio assistenza agli aerei in volo, causando tra l'altro la chiusura temporanea dell’ aereoporto torinese. Il dibattito sulle radio libere continua quindi. Ringraziamo Mia Martini quale Pubblico Ministero e il Sig. Ivaldi di RTC quale difensore. Sono chiamati quindi a sfilare i testi, cioè i lettori di Nuovo Sound.
Bruno Vaglienti Supporters. n° 2055 Torino
(Articolo tratto da Nuovo Sound (Sopi Editrice) n° 9/77
Post correlati:

Le confessioni di Mia Martini: Padre davvero, la Spiritualità e altro….
http://questimieipensieri.blogspot.com/2013/01/le-confessioni-di-mia-martini-padre.html
 

 

sabato 9 novembre 2013

Biagio Antonacci: Devo a Mia Martini il mio successo. Intervista


Sul settimanale Tv sorrisi e canzoni del 23.03.04, è stata pubblicata un'interessante intervista di Alex Adami a Biagio Antonacci,in cui parla di Mia Martini. E svela… Devo a Mimì il mio successo. Fu Mia Martini a venirmi in soccorso. E pensare che i discografici mi dissero:Vuoi sfondare? Allora è meglio starle alla larga.



Il cantautore milanese, dopo molti anni dal primo album (quando ancora lavorava in cantiere), racconta a "Sorrisi" la sua carriera. E le difficili responsabilità di papà separato.
 
D. Il dolore cosa le ha insegnato?
Difficile scegliere una cosa in particolare. Di certo l'incontro con Mia Martini mi ha fatto riflettere.
 
D. Nell'album "Convivendo" c'è "Il fiume dei profumi" scritto per lei dodici anni fa…
Ricordo il giorno in cui venne a casa mia per ascoltarla. Vivevo ancora con i miei genitori, in una casa popolare di Rozzano. Mia madre mise in tavola la cena delle grandi occasioni. Mimì era timida, quasi imbarazzata. Ma non ebbe fretta di andarsene, si comportò come una di famiglia. Alla fine mi misi al piano per farle sentire il pezzo. Lei m'interruppe subito, chiedendo di poter cantare lei. Lo fece suo all'istante. Fu incredibile! Poi ascoltò "Liberatemi" e mi disse che sarebbe stato un successo pazzesco. E infatti accadde.

D. Rimaneste in contatto?
Sì. Qualche tempo dopo Mimì chiamò personalmente mia madre per invitarla a un suo concerto. Era una persona speciale, nonostante tutto.

D. Nonostante che cosa?
Nonostante quello che dicevano di lei. Ci fu anche chi mi sconsigliò di darle quella mia canzone, perché mi avrebbe portato male...
D. Chi glielo sconsigliò?

I miei discografici di allora. E' un momento decisivo per la tua carriera, mi dissero. Non mandare tutto a monte così!

D. Quale fu la sua reazione?

Me ne infischiai. E Mimì mi portò una fortuna pazzesca. Pochi mesi dopo uscì "Liberatemi" e arrivò finalmente il successo, quello vero. Chi fa il mio mestiere ha sempre intorno molto cattivi consiglieri. Meno male che so fare le cose con la pancia e il cuore, senza stare a sentire certe idiozie.
 

Intervista di Alex Adami

Post correlati:

Loretta Goggi: l’impareggiabile bravura di Mia Martini. Intervista di Chez Mimì
http://questimieipensieri.blogspot.it/2013/09/loretta-goggi-limpareggiabile-bravura.html

Intervista ad Arrigo Cappelletti. Mia Martini e il suo jazz viscerale dal carattere blues

Intervista a Ivan Cattaneo. Mia Martini: Una grandissima voce e un enorme talento
http://questimieipensieri.blogspot.it/2013/08/mia-martini-una-grandissima-voce-e-un.html

Sergio Endrigo: l’artista e la sua collaborazione con Mia Martini. Intervista di Chez Mimì
http://questimieipensieri.blogspot.it/2013/06/sergio-endrigo-lartista-e-la-sua.html

La mia grande ammirazione per Mia Martini. Chez Mimì incontra Cristiano De Andrè
http://questimieipensieri.blogspot.it/2013/03/la-mia-grande-ammirazione-per-mia.html

Mia Martini, un'artista dalla straordinaria versatilità. Intervista a Fio Zanotti
http://questimieipensieri.blogspot.it/2011/01/mia-martini-unartista-dalla.html

La Mia Mimì. Enzo Gragnaniello racconta Mia Martini. Intervista di Chez Mimì
http://questimieipensieri.blogspot.it/2013/02/la-mia-mimi-enzo-gragnaniello-racconta.html
 
Chez Mimì intervista Lucio Dalla. Mia Martini, una stella di mare come me.
http://questimieipensieri.blogspot.it/2012/11/lucio-dalla-mia-martini-una-stella-di.html

Mietta: vi racconto la mia grande ammirazione per Mia Martini. Intervista di Chez Mimì
http://questimieipensieri.blogspot.it/2012/10/mietta-vi-racconto-la-mia-grande.html

Intervista esclusiva a Massimiliano Pani: Mia Martini la voce che spacca nell’anima
http://questimieipensieri.blogspot.it/2012/07/intervista-esclusiva-massimiliano-pani.html

Shel Shapiro nel suo libro “Io sono immortale” racconta la fragilità di Mia Martini e il suo essere grande artista
http://questimieipensieri.blogspot.com/2011/01/shel-shapiro-nel-suo-libro-io-sono.html

Una collega per amica: Dori Ghezzi per Mia Martini
http://questimieipensieri.blogspot.com/2010/12/una-collega-per-amica-dori-ghezzi-per.html

Se mi sfiori. Mango racconta Mia Martini
http://questimieipensieri.blogspot.com/2010/12/lincontro-con-mango-avviene-somma.html

Mia Martini era proprio una bella persona: Intervista ad Enrico Ruggeri
http://questimieipensieri.blogspot.com/2010/11/mimi-era-proprio-una-bella-persona.html

Paola Turci e Mia Martini: compagne di viaggio in giro per il mondo
http://questimieipensieri.blogspot.com/2010/11/paola-turci-e-mia-martini-compagne-di.html

Una Rapsodia con Mia Martini. Intervista a Marco Falagiani
http://questimieipensieri.blogspot.com/2010/06/una-rapsodia-con-mia-martini-intervista.html

Io e Mia Martini. Intervista ad Enzo Jannacci
http://questimieipensieri.blogspot.com/2010/05/io-e-te.html

Compagni di viaggio: intervista a Tullio De Piscopo e Eugenio Bennato
http://questimieipensieri.blogspot.com/2009/02/compagni-di-viaggiointervista-tullio-de.html

 
 

sabato 2 novembre 2013

Fiordaliso: un ricordo per Mia Martini. Intervista

 
Fiordaliso ha avuto l'arduo compito di ricordare Mia Martini a Tale e quale show  con Gli uomini non cambiano nella puntata andata in onda su Rai 1 in prima serata il primo novembre 2013. Chez Mimì apprezza molto l'affetto che la brava interprete dimostra verso Mia Martini omaggiandola spesso nei suoi concerti e nei suoi cd. Pubblichiamo una intervista rilasciata tempo fa al nostro club.
Marina Fiordaliso è un talento inesauribile, un'artista assolutamente poliedrica ed ancor più completa, protagonista del programma di intrattenimento su Raidue "Piazza Grande". Il reality tv musicale del 2004 a cui ha partecipato, ha messo in risalto non solo le sue doti canore ma anche quelle umane. La sua carica di simpatia ha convinto tutti.
D: Benvenuta Marina, sulle pagine di Chez Mimì. Siamo alle tue nozze d'argento con la musica e lo spettacolo, se consideriamo che il tuo salto ufficiale nel mondo canoro sia avvenuto al festival di Castrocaro nel 1981. Quali emozioni si scatenano nel ricordare ciò?
R: TANTISSIME EMOZIONI. HO DEI RICORDI MERAVIGLIOSI LEGATI AL MIO LAVORO E POSSO DIRE DI ESSERE STATA MOLTO FORTUNATA HO CANTATO RECITATO IN UN MUSICAL, FATTO PROGRAMMI RADIOFONICI, TOURNEE IN TUTTO IL MONDO...PROGRAMMI TELEVISIVI...OGGI CONTINUO A CANTARE CONDURRE UN PROGRAMMA TELEVISIVO E FACCIO CONCERTI IN DISCOTECA IN INVERNO CON IL FIORDALISODISCOLIVE UNO SPETTACOLO ITINERANTE NELLE DISCOTECHE DEL NORD ITALIA IL FINE SETTIMANA DOVE CON LA MIA BAND FACCIO DUE ORE DI LIVE CON UN PAIO DI CANZONI MIE E IL RESTO COVER DA BALLARE...SIAMO AL DECIMO ANNO DI REPLICHE E' FACCIAMO IL PIENONE OGNI WEEK END.

D:Numerosi successi cantati in tutto il mondo e raccolti soprattutto nei paesi latini. Come arriva Fiordaliso al cuore di un pubblico così vasto e diverso? 
R: FORSE TRASPARE LA MIA PASSIONE PER QUESTO LAVORO E IL CUORE CHE CI METTO QUANDO INTERPRETO UNA CANZONE. SPERO TANTO CHE AL PUBBLICO ARRIVI QUESTO... HO INIZIATO A CANTARE A DODICI ANNI CON MIO PADRE E LA SUA ORCHESTRA E CON LUI DOVEVI CANTARE COL CUORE...
 D: Parlaci della tua esperienza nel reality "Music Farm".
R: 
E' STATA UN' ESPERIENZA BELLISSIMA CHE SICURAMENTE RITORNANDO INDIETRO RIFAREI CON TUTTE LE PERSONE CHE C'ERANO...SENTO SPESSO LOREDANA E IVAN CATTANEO E HO RIVISTO ANNALISA MINETTI A SANREMO DOVE ERO INVIATA DI PIAZZA GRANDE PER RAI DUE...


D: Hai spesso interpretato e personalizzato con notevole partecipazione, alcune canzoni delle sorelle Bertè. Qual' è il motivo di questa scelta?
R: 
PERCHE' SONO UNA LORO FAN...E LOREDANA LO SA BENISSIMO... 

D: I tuoi ricordi su Mia Martini. Quando l'hai conosciuta? Ci descrivi uno o più aneddoti legati a qualche tuo incontro con lei? 
R: 
SONO SEMPRE STATA UNA GRANDE ESTIMATRICE DI MIMI' E LEI AVEVA MOLTA STIMA DI ME...QUESTO ERA GRATIFICANTE LA CONSIDERAVO UNA GRANDE...PER CHI FA UN LAVORO COME IL NOSTRO E' DIFFICILE MANTENERE FREQUENTAZIONI CON I COLLEGHI SI E' SEMPRE IN GIRO E CI SI VEDE SEMPRE AL VOLO, MA SPESSO NELLE VARIE MANIFESTAZIONI CON MIMI' DIVIDEVAMO IL CAMERINO E SI STAVA BENISSIMO INSIEME... 


D: "Chez Mimì" è da tempo impegnata nella possibilità di realizzare un disco tributo a Mimì. Possiamo contare anche sulla tua partecipazione? 
R: 
NE SAREI ONORATA
D: "Chez Mimì" attende anche il ritorno discografico di Fiordaliso...
R: 
QUELLO PURTROPPO VA UN PO A RILENTO. OGGI E' MOLTO DIFFICILE E I DISCHI NON SI VENDONO PIU' COME UNA VOLTA ...VOGLIO FINIRE IL MIO DISCO E REALIZZARE UN PRODOTTO CURATO E DI QUALITA' SONO MOLTO IMPEGNATA E IL TEMPO E' POCHISSIMO...MA SPERO DI FINIRLO QUANTO PRIMA E CHISSA' CHE NON ARRIVI QUALCHE ANTICIPAZIONE...Grazie Marina, per la tua disponibilità e per il tuo enorme affetto verso Mimì.
GRAZIE A VOI.

Autore: Salvatore De Falco per Chez Mimì
Post correlati:

Loretta Goggi: l’impareggiabile bravura di Mia Martini. Intervista di Chez Mimì
http://questimieipensieri.blogspot.it/2013/09/loretta-goggi-limpareggiabile-bravura.html

Intervista ad Arrigo Cappelletti. Mia Martini e il suo jazz viscerale dal carattere blues

Intervista a Ivan Cattaneo. Mia Martini: Una grandissima voce e un enorme talento
http://questimieipensieri.blogspot.it/2013/08/mia-martini-una-grandissima-voce-e-un.html

Sergio Endrigo: l’artista e la sua collaborazione con Mia Martini. Intervista di Chez Mimì
http://questimieipensieri.blogspot.it/2013/06/sergio-endrigo-lartista-e-la-sua.html

La mia grande ammirazione per Mia Martini. Chez Mimì incontra Cristiano De Andrè
http://questimieipensieri.blogspot.it/2013/03/la-mia-grande-ammirazione-per-mia.html

Mia Martini, un'artista dalla straordinaria versatilità. Intervista a Fio Zanotti
http://questimieipensieri.blogspot.it/2011/01/mia-martini-unartista-dalla.html

La Mia Mimì. Enzo Gragnaniello racconta Mia Martini. Intervista di Chez Mimì
http://questimieipensieri.blogspot.it/2013/02/la-mia-mimi-enzo-gragnaniello-racconta.html
 
Chez Mimì intervista Lucio Dalla. Mia Martini, una stella di mare come me.
http://questimieipensieri.blogspot.it/2012/11/lucio-dalla-mia-martini-una-stella-di.html

Mietta: vi racconto la mia grande ammirazione per Mia Martini. Intervista di Chez Mimì
http://questimieipensieri.blogspot.it/2012/10/mietta-vi-racconto-la-mia-grande.html

Intervista esclusiva a Massimiliano Pani: Mia Martini la voce che spacca nell’anima
http://questimieipensieri.blogspot.it/2012/07/intervista-esclusiva-massimiliano-pani.html

Shel Shapiro nel suo libro “Io sono immortale” racconta la fragilità di Mia Martini e il suo essere grande artista
http://questimieipensieri.blogspot.com/2011/01/shel-shapiro-nel-suo-libro-io-sono.html

Una collega per amica: Dori Ghezzi per Mia Martini
http://questimieipensieri.blogspot.com/2010/12/una-collega-per-amica-dori-ghezzi-per.html

Se mi sfiori. Mango racconta Mia Martini
http://questimieipensieri.blogspot.com/2010/12/lincontro-con-mango-avviene-somma.html

Mia Martini era proprio una bella persona: Intervista ad Enrico Ruggeri
http://questimieipensieri.blogspot.com/2010/11/mimi-era-proprio-una-bella-persona.html

Paola Turci e Mia Martini: compagne di viaggio in giro per il mondo
http://questimieipensieri.blogspot.com/2010/11/paola-turci-e-mia-martini-compagne-di.html

Una Rapsodia con Mia Martini. Intervista a Marco Falagiani
http://questimieipensieri.blogspot.com/2010/06/una-rapsodia-con-mia-martini-intervista.html

Io e Mia Martini. Intervista ad Enzo Jannacci
http://questimieipensieri.blogspot.com/2010/05/io-e-te.html

Compagni di viaggio: intervista a Tullio De Piscopo e Eugenio Bennato
http://questimieipensieri.blogspot.com/2009/02/compagni-di-viaggiointervista-tullio-de.html


 

domenica 27 ottobre 2013

Scrivo. Una lettera di Mariella Nava a Mia Martini


 
Mariella Nava, dopo la scomparsa di Mia Martini,  scrive una lettera appassionata dedicata a lei e la regala al club Chez Mimì:

Non so più se sono in tempo ed è la cosa che mi fa stare più male, insieme al fatto di non saperti più con noi, di non sentire più la tua voce viva, ma solo registrata nei tuoi capolavori.

Ti ho sempre ammirata e guardata per imparare a fare questo mestiere: grazie a te ho capito che la voce doveva venire da dentro e a volte essere persino soffocata; grazie a te ho sentito e capito bellissime canzoni. Avrei voluto farti i complimenti, dirti che eri un punto di riferimento artistico, non solo per me, ma per chiunque voglia essere ‘interprete’ nel vero senso del termine.

Avrei voluto incontrare i tuoi occhi trincerati e sfuggenti, chiederti perché non volevi neanche salutarmi. Potevo anche non piacerti musicalmente, mica è obbligo! Non ci rimanevo male quando tornavano indietro le canzoni che ti proponevo, mi sarebbero piaciute cantate da te, ma non ho mai capito cosa aveva determinato questo. Ma ti sapevo sola, ti sentivo grandissima come persona. Anche se ti allontanavi a distanza, ti tenevo d’occhio, sperando in un ‘incontro frontale’, seguivo le frasi che dicevi, le tue risate fragorose, allarmi lanciati nel freddo silenzio della sala trucco, prima di qualche programma, come nel vuoto della tua vita. Lo sapevo che non eri più libera nel rapporto con gli altri, ma giustamente diffidente e corazzata, aspettavo il momento buono per dimostrarti che con me non ce ne sarebbe stato bisogno e che anzi ti volevo un gran bene, sarebbe finito tutto in una altrettanto fragorosa risata, lo so!!

Questo mondo spietato e cattivo, che ti ha fatto star male con dei pregiudizi assurdi, ci ha messo vicine in alcune occasioni per me importantissime. Forse tu non lo ricordi, ma la prima volta che ti vidi ero appena arrivata da Taranto. Ti trovai ancora allo studio dove ancora registro.

Tu mi dicesti :
ci vuole un grande coraggio a fare questa misera vita, a stare dietro alla musica, son tutti stronzi, ricordatelo!.

Stringevi a te una cagnolina che ti ricambiava quell’affetto enorme che riversavi su di lei, in assenza di quello degli uomini. Gli uomini che sia io che te abbiamo cantato, ricordi?

Il mondo ti ha messo nel mio stesso camerino, nel Cantagiro del ’92, ed io ero contenta di poter dimostrare che non ho mai creduto a certe ‘imbecillità’, ti aspettavo ogni volta per potere sapere quel famoso perché di un ‘non saluto’, ma non ti ho mai vista, arrivavi o prima o non passavi per niente!

Ed ora sono qui che ti scrivo, triste, perché sono senza risposta, ci hai lasciati tutti senza risposte.

Dal punto dove sei, però, spero che tu senta tutto il nostro grande affetto, spero che salga prepotente come il mio, come l’ammirazione che ti ho sempre portato a distanza.

Spero di potertelo dire forte e che lo accetti questa volta il mio …. Ciao Mimì……
 
La lettera è stata pubblicata sul numero 19 della fanzine Chez Mimì e inserita nel libro Mia Martini La regina senza trono

 

Post correlati:

Come nasce una canzone. Mariella Nava racconta “Le altre”, l’inedito postumo di Mia Martini

http://questimieipensieri.blogspot.it/2012/02/come-nasce-una-canzone-mariella-nava.html
 

Mia Martini: Quell’ abbraccio indimenticabile. Pensiero d’autore di Franco Simone

http://questimieipensieri.blogspot.it/2013/01/mia-martini-quell-abbraccio.html

giovedì 24 ottobre 2013

Zona Venerdì dedicata a Mia Martini. Intervista a Loredana Bertè per chez Mimì


 
Non sono una signora, una per cui la guerra non è mai finita…. Così cantava Loredana Bertè nei versi di Ivano Fossati ispirati da Mia Martini E riconferma questo suo credo, scomodo per certi versi ma senza dubbio vero, nei contatti telefonici con il club Chez Mimì.
Esprime rabbia per le operazioni discografiche commerciali su Mimì (il doppio cd antologico Una donna, una storia ed entro l’anno è prevista la pubblicazione di un cd live – meglio dire finto – tratto dalle registrazioni degli ultimi concerti e del tanto sospirato home-video Per aspera ad astra. Un consiglio: comprate il video ma noleggiate il compact, se vi riesce, n.d.a.)

E chi le può dare torto?
Loredana aveva la ferma intenzione di rendere un omaggio a Mimì:

Ho scritto tra l’11 e il 14 luglio un brano dedicato a mia sorella dal titolo Zona venerdì e volevo trovare una collocazione particolare che non fosse solamente l’inserimento in un album.
Avevo deciso, quindi, di pubblicarlo su un cd singolo la cui uscita era prevista per il 20 settembre, giorno del compleanno di Mimì, ma si sono create delle difficoltà con Renato Zero che doveva produrre questo cd per Fonopoli e che ha completamente stravolto, in fase di realizzazione, l’atmosfera del pezzo, nel tentativo di dargli un’impronta festosa, da sembrare Domenica è sempre domenica (sigla del programma Tv Il Musichiere, annata 1956, n.d.a.).
Ho preferito, a questo punto, bloccare il tutto, ho avuto una discussione accesa con Renato, gli ho detto che dovrebbe essere più al passo con i tempi, musicalmente…e che noi sorelle Bertè, in questo senso, siamo sempre state all’avanguardia.

In effetti, abbiamo avuto la possibilità in anteprima il provino, su una base musicale di P. Leon, e il brano ha delle sonorità struggenti che si accostano alla title track della colonna sonora del film Philadelphia. La voce di Loredana è al meglio delle sue capacità e offre una interpretazione piena di pathos.
E alla fine, Loredana, dopo aver ringraziato per lo sfogo e l’ascolto si congeda con una proposta: quella di far realizzare da uno scultore di grido, sempre in omaggio a Mimì, due sirene abbracciate che escono dal mare, da situare come attrazione turistica in una località marina ( quale potrebbe essere, se non Bagnara, proprio sul punto, amato da Mimì, in cui si vede Messina?, n.d.a.)

Un’idea che suggellerebbe simbolicamente l’incontro di due anime finalmente unite, finalmente libere….
Intervista apparsa sul numero 19 di Chez Mimì e pubblicata parzialmente sul libro Mia Martini La regina senza trono
 



Il video di Stiamo come stiamo. Mia Martini e Loredana Bertè presentate da Benedetta Mazzini
 http://youtu.be/2EBWRnMP5mE

Mia Martini e Loredana Bertè in Te possino dà tante cortellate
http://youtu.be/uWo4WcBpnKs

Post correlati:

Mia Martini e Loredana Bertè: Si odiano con affetto. Intervista anno 1976
http://questimieipensieri.blogspot.it/2012/09/nate-bagnara-calabra-rispettivamente.html
Mia Martini/Loredana Bertè Sensualità & Sessualità
http://questimieipensieri.blogspot.com/2011/08/mia-martiniloredana-berte-sensualita.html

Il ‘divorzio’ politico delle sorelle terribili Loredana Berté fan del ‘Che’ e Mia Martini che svolta a destra: ‘Dalla sinistra solo fregature’
http://questimieipensieri.blogspot.com/2008/08/il-divorzio-politico-delle-sorelle.html

Mia Martini: niente televisione con la Bertè
http://questimieipensieri.blogspot.com/2009/02/mia-martini-niente-televisione-con-la.html

Mia Martini e Loredana Bertè.Sorelle rivali unite dalla solitudine
http://questimieipensieri.blogspot.com/2008/08/sorelle-rivali-unite-dalla-solitudine.html



 

 


lunedì 14 ottobre 2013

Un monologo teatrale per Mia Martini. Intervista ad Erika Urban



A Mia Martini è dedicato uno spettacolo Ultima notte Mia, tratto da un monologo di Aldo Nove, diretto dal regista Michele De Vita Conti e con protagonista Erika Urban che impersona Mia Martini. Il trucco e le luci contribuisco a evidenziare i tratti somatici che la Urban ha in comune con Mimì. Ecco l'intervista nella quale l'attrice parla di questa esperienza e naturalmente di Mia Martini.
 

Mia Martini  è una delle pochissime artiste che ancora oggi riescono a scuotere profondamente, come se non fosse mai morta; la voce di un’attrice come si confronta con quella di una grande cantante? Bruno Lauzi la paragonò a Barbra Streisand.
In realtà, come hai visto, nello spettacolo non intono neanche una nota perché col regista abbiamo deciso che non avrebbe senso il confronto, anche la più brava cantate italiana odierna non arriverebbe a quei livelli; quello che cerco di fare io, come lei usava la voce per esprimere e trasmettere le emozioni, io uso la mia voce per cercare di trasmettere quelle che potevano essere le sue emozioni. Usiamo la voce in due modi diversi, non c’è alcun confronto, assolutamente.


Cosa impari da una persona che usa la voce in modo diverso, con questa portata?
Io mi sono proprio immersa in lei, nella sua musica, le sue interviste, cercando di leggere anche un po’ la sua vita, attraverso, poi, le parole di Aldo Nove, che sono molto belle e che aiutano molto a tirare fuori le emozioni, questo percepire attraverso le vibrazioni della sua voce quello che poteva essere la vibrazione interna, i suoi sentimenti. Conoscendo un po’ la sua storia e pensando a lei come a una vera artista, con tutti i lati positivi e negativi di questa  cosa, una persona  senza  pelle, completamente permeabile, prendeva tutto e dava tutto. Ricevendo tutto riceveva anche molto male e molte persone si sono approfittate, se  vogliamo dire questa parola.



Nella pièce voi dite: tutto il mondo canta e le canzoni te lo fanno ascoltare. Lei sicuramente non era l’unica ad avere un rapporto così intimo con temi così alti come la musica, l’arte, eppure nel suo stesso ambiente si  è alimentata questa maldicenza assurda: come è possibile che chi è cantautore, fa cultura  apprezzato e riconosciuto eccetera si ritrovi in una situazione così grottesca, in un ambiente in cui dovrebbero prevalere la cultura, l’apertura mentale, la ricerca?
Guarda, a me vien da dire che un po’ l’Italia è un paese ancora molto superstizioso.


Ma tu dici che potrebbe succedere ancora oggi?
Ma certo: ci sono ancora oggi delle persone che non vengono nominate nel nostro ambiente. È ancora  così. Ancora adesso è pieno di persone che vanno a farsi le carte, che credono in queste cose, la fortuna, la sfortuna. E poi soprattutto perché lei era brava e quindi lei apriva la via a tante invidie, come dice il testo: “se uno veramente non ce l’ha il talento, come ti posso distruggere?” Così, dicendo che porti sfortuna, non ho altre armi. Però questa cosa è un’arma tremenda perché veramente può uccidere.

Voi cominciate dal momento della morte, avete allestito praticamente una camera ardente, in qualche modo. E poi il monologo, che è una specie di dialogo con lo spettatore: io ho percepito quest’attenzione, come se fossero tutti insieme a te, è quasi un ponte tra noi e lei, forse anche grazie a questo immenso suo carisma che aveva, nonostante fosse una abbastanza schiva. Quanto il suo fascino ancora così presente sta aiutando questo spettacolo?
Sicuramente  tantissimo, tantissimo. Perché  lei non se n’è mai andata. Non solo le sue canzoni, lei è sempre stata amata dal pubblico.

Ma non solo dal pubblico però.
Tantissimo più dal pubblico che dagli addetti  ai lavori. Comunque c‘è sempre stata questa cosa strana, non lo so perché forse perché aveva tanto talento e quindi veniva un po’allontanata. Quello che cerchiamo di fare noi, come dice il regista, è una specie di “woodoo teatrale”: siamo come dei medium e cerchiamo di dare  voce perché poi, in fondo, la sua vera storia non è che si conosca poi così tanto. Questa è una parte di  vita sua, si conoscono le sue canzoni, si sa che lei aveva questa nomea  ma non veramente come è nata, proprio  con questi episodi STUPIDI.
 
 Era troppo brava per essere italiana. Non esiste ancora oggi un fenomeno culturale massificato di  riferimento come è avvenuto in altri paesi, non è come è avvenuto col cinema.
Un po’ l’italiano non è così musicale come altre lingue
È rimasto un po’ nell’opera.
Sì più che altro sì, il bel canto che voleva il papà di Mia Martini: avrebbe preferito il canto lirico; quello è  rimasto come riferimento dell’Italia. Lei comunque avrebbe avuto la possibilità di diventare  una cantante internazionale quando Charles Aznavour la invitò all’Olympia di Parigi, poi lei per amore è tornata.
Sempre nel  testo voi dite: per molti la bravura degli altri è un’offesa personale perché se il talento non ce l’hai cerchi di distruggere l’altra persona. Poi parlate anche di prezzo da pagare per vivere il proprio talento, prezzo che paga l’artista. Chi è che decide questo prezzo? Chi ci guadagna? E ci si guadagna davvero a distruggere e a perdere un’artista?
Bisogna tenere conto che Mia Martini era molto sensibile ma era anche molto conscia del proprio talento e lottava con i denti e con le unghie per la sua indipendenza, quindi ha dato molto filo da torcere a quasi tutte le case discografiche con cui ha lavorato perché voleva lavorare come voleva lei, cantare le canzoni che voleva lei, scriverle come voleva lei. Ha pagato anche in questo senso il prezzo del talento e dell’indipendenza e le persone troppo indipendenti  danno un po’ fastidio, soprattutto se sono donne,  spesso. Secondo me è stato un po’ questo: lei è sempre stata una molto pura e compromessi non li ha mai  amati.