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domenica 12 ottobre 2008

Mia Martini, c’è ancora la sua immensa voce nell’universo



Milano, 9 maggio 2005 - La trovarono riversa sulla sponda del letto, con la cuffia stereofonica in testa, la rubrica telefonica aperta, e la mano protesa verso la cornetta del telefono. Se l’arte ha un prezzo - e sì che ce l’ha - Mia Martini il 12 maggio di dieci anni fa ha pagato quello più alto. Arresto cardiaco dovuto a 'overdose e cocktail di farmaci antidepressivi...', disse il referto. Una vita diventata insostenibile, pensarono i più. La fine malinconica di una Mahalia Jackson 'bianca', come era stata definita da qualche fine estimatore, che a soli 47 anni aveva chiuso i conti coi soprusi e le maldicenze del mondo. Una telefonata rimasta muta, la sua, che da quel maledetto 12 maggio '95 inquieta i sonni della canzone italiana. Già perché quella strana attitudine che hanno le pietre tombali a trasformarsi in pietre miliari ha reso nel frattempo la spigolosa cantante di Bagnara Calabra un'icona assoluta, consegnandole allori e riconoscimenti che le erano stati negati in vita. Anche ad opera di epigone giovani e giovanissime che vanno da una star come Elisa (celeberrimo, ormai, il suo omaggio: 'Almeno tu nell’universo') alla vincitrice di 'Music Farm' Dolcenera fino alle ragazze in cerca di gloria nei vari show italiani modello 'Saranno Famosi'.

GLI OMAGGI

Lo prova la mobilitazione con cui, un po’ per senso di colpa un po’ per devozione, il mondo della canzone affronta l’anniversario, mettendo l’accento su una voce così attenta alle sfumature dell’interiorità che ancor oggi rende Mimì un modello inarrivabile. L’altra notte 'Tg2 Storie' su Raidue ha affiancato la sua storia ad altre 'voci spezzate' come quelle di Dalida e Gabriella Ferri, mentre ieri a 'Radioscrigno', il programma di Radiouno condotto da Dario Salvatori e Timisoara Pinto, è andata in onda la sua ultima intervista radiofonica. Retequattro replicherà lo speciale 'Notte Mimì' nella notte fra l'11 e il 12 maggio, in quella fra il 12 e il 13 e in quella fra il 14 e il 15. Stasera su Raidue alle 23 circa il programma di Rai Educational 'La storia siamo noi', di Giovanni Minoli, si occuperà dell’interprete di 'Piccolo uomo', 'Minuetto', 'Almeno tu nell’universo', 'Gli uomini non cambiano', con la puntata di Caterina Stagno e Silvia Tortora 'Mia Martini: storia di una voce', mentre periodici musicali come 'Raro!' o 'L’isola che non c’era' si apprestano ad dedicarle la copertina, quest’ultimo legandola ad un’intervista di Ivano Fossati.


PICCOLI UOMINI


'Ivano è l’unico uomo con cui l’ho vista veramente felice' ricorda la sorella Loredana Berté. 'Nel tempo ho visto persone fuggire al solo pronunciare del suo nome' racconta Claudio Baglioni alle telecamere de 'La storia siamo noi', riferendosi a quel pregiudizio - portare sfortuna - che le rubò tanta parte di vita. 'Quando poi tornò a cantare, quelle stesse persone ricominciarono ad abbracciarla. Ma questa è storia del mondo'. E Caterina Caselli sottolinea: 'Molti non si sono accorti di averle fatto tanto male, perché la superficialità fa male'. Ai rovesci della sorte, Domenica Berté aveva sempre reagito con la perseveranza delle sue radici, ricominciando da capo, cambiandosi addirittura il nome su suggerimento del produttore Alberigo Crocetta. 'Mi disse che per andare all'estero bisognava scegliere tra le tre parole italiane più note: spaghetti, Martini o pizza. E io scelsi Martini'. 'Davanti al microfono chiudo gli occhi e divento forte, talmente forte che non mi importa più di nulla' diceva.


CU'MME


I fan della cantante che si danno appuntamento su quel totem elettronico dell’eredità martiniana che è il sito Chez Mimì (http://www.chez-mimi.it/) hanno redatto una esauriente panoramica delle iniziative per il decennale, fra cui l’omaggio dell'Archivio sonoro della canzone napoletana che mercoledì proporrà l'ascolto di alcuni suoi inediti partenopei conservati presso il centro Rai di Napoli nel corso di un incontro a cui prenderà parte pure Enzo Gragnaniello, autore di 'Cù'mme', brano che rimane una delle gemme del repertorio della Martini e di quella canzone napoletana che per toccare le corde del sentimento ha bisogno di 'un pizzico di voce e un chilo di cuore', come diceva Roberto Murolo. Anche se Mia sembrava metterci ogni volta un quintale, dell’uno e dell’altro.

Autore: Andrea Spinelli per "Il Giorno"

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