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domenica 18 agosto 2013

Intervista a Ivan Cattaneo. Mia Martini: Una grandissima voce e un enorme talento

 
Ivan Cattaneo concede a Chez Mimì un'intervista  nella quale parla della sua carriera e naturalmente di Mia Martini.
  Personaggio di tendenza negli anni '70 e grande icona degli anni '80, tra avanguardia e provocazione, look e diversità. Cantautore atipico con dischi alternativi; esperto look-maker ed inventore di personaggi. Ha lanciato e curato il look punk della prima Anna Oxa nel 1978. Poi, il grande successo personale con il brano "Polisex" nel 1980 ed il clamoroso trionfo discografico negli anni '80 con il revival ultramoderno di "Italian Graffiati", "Bandiera Gialla" e "Vietato ai minori", la trilogia dedicata alle cover di brani anni '60, una moda da lui lanciata e tuttora in voga. A seguire, il volontario esilio dal mondo dello spettacolo interrotto di recente da una ripresa ma non chiassosa attività live che alterna ad una serie di spettacoli multimediali in spazi atipici come chiese e locali alternativi.
 
D. Ci vuoi parlare di questo tuo nuovo percorso multimediale? In che cosa consistono queste tue nuove performance artistiche?
R. E' la mia voglia di cercare di amplificare il ristretto mondo della canzone completandolo con immagini, video, gestualità, danza e, ove possibile, gusti e profumi.

 D. Artista notoriamente poliedrico,  ti sei cimentato anche nel musical. Sei stato, infatti, la guest-star, nei panni del faraone, del cast di Joseph e la strabiliante tunica dei sogni, adattamento in italiano dell'opera di Tim Rice. Sei soddisfatto di questa esperienza?
R. Moltissimo, e poi per me è un'esperienza nuovissima e terapeutica. Io sono un artista anarcoide, abituato ad esibirmi da solo…qui invece siamo tantissimi in scena…è come se stessi facendo il servizio militare eh eh eh eh eh….

D. Negli ultimi anni hai accentuato il tuo aspetto spirituale di uomo e di artista. Raccontaci di questa tua evoluzione…
R. …E' stata durissima…ho abbandonato il mondo della musica e non la musica, naturalmente! Mi sono rifugiato in una casa isolata dal mondo insieme ai miei cani e a pochi amici. E ho cominciato a praticare l'amore, la visione differente della vita che non è solo lavoro, soldi, desideri, rapporto di coppia, famiglia, stress eccetera….Attraverso la meditazione, ho praticato modelli nuovi relativi al cibarsi, comportarsi e muoversi nel mondo. Gran parte di questi insegnamenti li devo al mio maestro indiano Osho morto dodici anni fa. Tutti i maestri sono importanti da vivi, perché quando muoiono ci costruiscono delle religioni che tradiscono in parte la natura del loro insegnamento, per questo ho deciso di percorrere la mia strada da solo, senza Buddha, senza sacerdoti, senza altri tramiti tra me e Dio!


 D. Questa fanzine è dedicata a Mia Martini. Fra i tuoi colleghi, sei stato tra i primi a firmare affinché il premio della Critica del Festival di Sanremo venisse intitolato a Mimi'. Sappiamo anche che l'hai conosciuta. In quali occasioni?
R. Per un certo periodo abbiamo avuto lo stesso impresario di Padova, Tosetto. Mi ricordo una bellissima tournèe fatta in Sicilia, lei vestiva con scarpe da ginnastica, tutte dipinte a mano da lei stessa, era molto schiva e lunatica ma bastavano pochi sguardi perché si aprisse totalmente. Era un po' stanca di tutte le dicerie su di lei, era secondo me una donna che aveva bisogno di essere amata da qualcuno che le facesse sentire il vero peso-profondità dell'amore. Forse aveva gente intorno a lei che voleva solo succhiare l'ultima linfa…sfruttarla e poi… E' purtroppo la storia di tutti noi cantanti che se non ti sai proteggere…se sei troppo vulnerabile, sono pronti a risucchiarti nel vortice del profitto musicale e basta.

D. La tua opinione su Mia Martini artista e cantante…
R. …Una grandissima voce e un enorme talento gestiti da gente troppo inferiore alla sua grande potenzialità.


 D. Il nostro club da anni porta avanti l'intento di realizzare un disco-tributo a Mimi' con i suoi brani interpretati dai suoi colleghi/e. E' gradita la tua partecipazione….
R. …Sarò felicissimo di partecipare…fatemi sapere.

Intervista realizzata da Salvatore De Falco e apparsa sulla fanzine Chez Mimì n° 30


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martedì 13 agosto 2013

Ron: Ho sempre ammirato il modo di cantare di Mia Martini. Intervista di Chez Mimì


 
In occasione dei concerti abbinati alla Mostra del Cinema del Lido di Venezia, sono riuscita ad incontrare Ron prima che effettuasse le prove del suo spettacolo. Si è dimostrato subito una persona gentile e disponibile a parlare, soprattutto dopo avere saputo che ero una componente di Chez Mimì.

 
Ci puoi dire la tua opinione su Mia Martini come artista e come donna?

 …Mimì…, dico subito che non sono amico suo, nel senso che non la conosco in maniera così stretta da considerarmi tale, ma è  una persona che io stimo molto da lontano, dal momento che ci vediamo molto poco.

Ho sempre ammirato il suo modo di cantare  e  di essere così coerente con se stessa, anche le canzoni che interpreta sono assolutamente in sintonia. Secondo me, però gli autori non hanno sempre fatto uno sforzo così grande per scriverle brani all’altezza, mi spiego meglio: lei  è  più brava delle canzoni che canta, sebbene molte siano belle. Ad esempio, credo che Almeno tu nell’universo sia un capolavoro assoluto  e lei, infatti, è perfetta. Quando la ascolto, ancora adesso, alla radio, mi viene la pelle d’oca, provo una grande emozione.
 

domenica 28 luglio 2013

Mia Martini: Nella pace dei borghi antichi


 
La mia Umbria, la parte più morbida e semplice di questa regione, comincia per chi viene dal nord, quando lungo l’autostrada A1 si incontra Fabro, un gomitolo di case appollaiate su una collina. Di paesi così, nella terra dove ho scelto da quattro anni di abitare, ce ne sono moltissimi. Tutti simili nella loro storia orgogliosa di borghi medioevali e genti povere, ma fiere.

Mia Martini, da qualche tempo tornata al successo, deve forse ai luoghi dove si è trasferita la bellezza serena che traspare dal suo viso.

Vi porterò volentieri dentro questo viaggio verde: per me incontrare la campagna, il fiume, il lago, le colline di questo pezzo d’Italia è stato importante e mi piacerebbe che anche voi ne riportaste la pace e la tranquillità che ci ho trovato io.

Il nostro viaggio dunque parte da Fabro?
No: Fabro è una porta ‘mentale’ del nostro itinerario, nel senso che molti borghi dei quali parleremo gli rassomigliano, ma anziché trovarli di fianco all’autostrada, bisognerà andare a cercare. E sarà Baschi il primo nucleo amico nel quale fermarci. Situato sopra uno sperone, molto pittoresco, questo paese  conserva una magnifica Chiesa parrocchiale cinquecentesca, quella di San Nicolò. Qui si acquista e si beve del favoloso ‘Orvieto bianco’.

Per quale strada ci incamminiamo?
Propongo la statale n.205 che si snoda in un magnifico panorama con fondovalle lussureggianti e agglomerati molto caratteristici di case coloniche. Uno dei più graziosi, proseguendo presso sud, è quello di Tenaglie in mezzo a una selva di quercioli. Poi vale la pena di deviare a destra per Alviano: Situato dentro una cerchia di colli sgretolati dal tempo, un tempo fu un feudo della famiglia Liviani. La rocca quattrocentesca è davvero grandiosa con le sue torri e il cortile rinascimentale. Nella cappella della piccola Chiesa c’è un affresco del ‘600 dove si narra del miracolo delle rondini: San Francesco, mentre predicava in Alviano, fece tacere le rondini che lo disturbavano.

Com’è la campagna da queste parti?
Dire bellissima mi sembra poco. Si alternano prati a coltivazioni di ulivi, viti, grano. E poi ci sono cipressi, alberi da frutta, mille varietà di piante. E proprio ritornando sulla strada statale n.205, si giunge a Lugnano in Teverina in alto su un colle. La natura non è solo ricca di per sé, è come se gli abitanti volessero migliorarla. Tutti qui hanno il culto del verde, anche i bambini. I campi sono ben tenuti, le piante curate singolarmente.. C’è un’armonia speciale tra questa gente e la sua terra.

Cosa ci consiglia di mangiare nelle trattorie locali?
Certamente la carne. In umido o alla brace è sempre squisita. Le bestie sono allevate secondo gli usi antichi. A proposito, se voleste acquistare qualcosa da regalare a un amico, suggerirei non di comprare oggetti di artigianato, ma generi alimentari: l’olio, gli insaccati, i funghi, le creme di porcino e tartufi e inoltre un magnifico amaro, tipico di queste parti, che si chiama amaro Viparo.

martedì 23 luglio 2013

Concerto di Mia Martini : L’omaggio a Napoli di una magnifica Mimì


 
 
Così prometteva la pubblicità del concerto con cui si  è  conclusa sabato sera al Teatro Mediterraneo la festa dell’Amicizia. E omaggio a Napoli  è  stato con una straordinaria Mimì capace di cantare lo spirito della Napoli tradizionale come di quella contemporanea. Quella classica di  Reginella, eseguita in coppia con Mario Maglione; quella moderna di Enzo Gragnaniello con  Va a Marechiaro, la magnifica  Donna  e  la struggente  Rosè, storia di una Lilì Marlene dei Quartieri spagnoli intonata in duetto con l’autore, salito sul palco con Joe Amoroso alle tastiere, Michele Montefusco alla chitarra e Flavio Piscopo alle percussioni.

L’animale Martini e l’animale Gragnaniello, animali da palcoscenico naturalmente, insieme fanno scintille.

Una lunga storia d’amore tra Mimì  e  Napoli, un amore ricambiato da questa città che l’aveva già adottata in un momento difficile della sua carriera, in cui aveva trovato rifugio quando più nessuno credeva in lei.

Ma non solo Napoli canta Mimì, con la sua voce dalla grana grossa di chi conosce a fondo la vita ed  è  stato  tre volte nella polvere, tre volte sull’altare.

E’ tenera  e  rabbiosa, sensuale ed infantile, nostalgica e sbarazzina. Sa passare da capolavori della nostra migliore canzone d’autore – una suadente La donna cannone -  ai suoi successi di ieri e di oggi, nazional – popolari quanto si vuole, ma comunque capaci di rivolgersi alla gente al di là delle logiche di mercato”.

domenica 14 luglio 2013

Riflettori su Mia Martini: Spero che questo samba non finisca mai



 
Dopo la trionfale sua esibizione quest’estate al Teatro Romano per la Rassegna Canzone d’autrice e dopo la fugace apparizione al Festivalbar in Arena, torna a Verona – stasera al Teatro Corallo, per l’organizzazione di Musica viva – Mia Martini, rediviva star della canzone, grande interprete dalla generosa vitalità, riabbracciata con calore ed entusiasmo da critica e pubblico dopo l’ultimo Sanremo.

Al prossimo Festival della Canzone l’interprete calabrese parteciperà con la canzone La nevicata del 56 scritta per lei da Carla Vistarini e Franco Califano. Ma altri impegni importanti l’attendono: il nuovo Lp da incidere a gennaio, lo show televisivo Europa Europa da condurre su Raiuno a marzo.
 
L'INTERVISTA

Intanto c’è questo tour invernale che la riporta stasera a Verona. E la musica c’è, insieme alla ritrovata gioia di vivere e di cantare.

E’ ancora immenso, profondo il piacere che mi ha fatto tornare tra i vivi – ci dice Mia Martini - , un piacere talmente grande da diventare una parte di me, qualcosa di sottile, delicato e tenero, che vive continuamente insieme a me. E’ stata una gioia immensa essere tornata al mio pubblico, una gioia pari per intensità ad un grande dolore: uno di quei dolori che sembrano opprimerti e distruggerti, e che senti poi dentro di te, parte di te, tanto da abituarti a quel peso, a farlo diventare un compagno di viaggio.

Cosa ti accadde ieri?

Tante cose, tutte terribili. Mi sentivo molto debole, non riuscivo a capire quale fosse la mia identità, tutto si stava confondendo, ciò che io volevo essere e ciò che gli altri volevano io fossi… Le infiltrazioni che mi arrivavano dall’esterno erano tante e troppo continue. Le lotte che dovevo fare erano immense, i miei nemici mi sembravano dei giganti. Mi sembrava davvero di combattere contro i mulini a vento! E così mi sono arresa, mi sono lasciata sopraffare, proprio per non finire stritolata. L’unica soluzione fu quella di ritirarmi, l’unica via d’uscita possibile.
 

venerdì 14 giugno 2013

Sergio Endrigo: l’artista e la sua collaborazione con Mia Martini. Intervista di Chez Mimì




 
Sergio Endrigo se ne è andato il 7 settembre del 2005. In questa intervista, concessa a Chez Mimì, realizzata prima della sua scomparsa da Alessandro Wagner e pubblicata sul numero 29 della nostra fanzine, racconta della sua carriera: i successi, gli anni bui e la sua collaborazione con  Mia Martini.
                                                                  
Lei viene considerato un cantautore della scuola genovese. Ma in realtà è istriano…
Sì, di Pola. Nei primi anni '60 ho cantato in diversi night club di Milano ed è stata una esperienza divertente. Successivamente, sono riuscito ad avere un contratto con la Ricordi per la quale incidevano Paoli, Bindi, Tenco. Ho cominciato a comporre con l'ausilio di una chitarra e sono nate “Bolle di sapone”, “I tuoi vent'anni”, “La brava gente”. Poi, sono passato alla Rca e sono arrivati i miei primi successi: “Io che amo solo te” e “Teresa”. Per non avere imposizioni, visto che alla Rca volevano che io, vicino allo stile di Jacques Brel, cantassi anche la rumba, ho firmato con la Fonit Cetra. Ho partecipato a vari Festival di Sanremo, nel '67 con “Adesso sì”, nel '68 ho vinto con “Canzone per te”  in coppia con Roberto Carlos, venuto dal Brasile perché in Italia nessuno voleva cantarla, neanche la Zanicchi, perché era una canzone melodica mentre andava di moda il beat. Nel '69 e '70 ottengo un secondo e terzo posto con “Lontano dagli occhi” e “L'arca di Noè”. L'ultimo mio successo discografico risale al '74 con “Ci vuole un fiore”. Tra i miei lavori più interessanti vi è “La vita, amico, è l'arte dell'incontro”, omaggio al grande Vinicius De Moraes, con lui ho realizzato un album per i bambini tutto dedicato agli animali : “Il pappagallo”, “La pulce”, “L'anatra”, con i testi tradotti da Sergio Bardotti.
La sua produzione discografica è andata progressivamente scemando, perché?
Dall’ ‘80 al ’95 ho fatto cinque album, uno prodotto da Edoardo De Angelis e l’ultimo, realizzato con Antonio Marangolo, arrangiatore di Paolo Conte, non ha avuto promozione. Ho detto, allora, basta: dischi non ne faccio più, assolutamente.
Cosa ne pensa dei cantautori genovesi?
Li conosco bene. Con Lauzi sono stato ospite recentemente a Roma al concerto di Bindi, è stata una cosa carina, ma noi colleghi siamo cani sciolti…
…. E quelli di oggi?
Conosco De Gregori, Dalla, Venditti e c’è qualcuno che mi piace di più e qualcuno di meno, chiaramente. Ligabue è molto simpatico. Io mi sono fermato ai Beatles. Pelù e i Litfiba non li critico ma non li capisco, è come se parlassero cinese.
Lei ha scoperto Marisa Sannia, interprete di molte sue canzoni.
La Fonit aveva indetto alla fine degli anni ’80 un concorso per voci nuove e con il musicista Bacalov abbiamo scelto la Sannia per la sua voce particolare e Gianni Pettenati.
Parliamo di Mia Martini. Le due canzoni fatte con lei nel ’75 per l’album “Canzoni Venete” sono state una partecipazione occasionale…
… Beh, sì, eravamo entrambi alla Ricordi,  serviva una donna che interpretasse queste canzoni,   abbiamo duettato  e in “O Dona Lombarda” e “Cecilia”. Con Mimì abbiamo avuto un ottimo rapporto. Mi ricordo, anni fa, un incontro a Cefalù in Sicilia, ad una serata organizzata da Rizzoli con parecchi cantanti, io sono arrivato un po’ in ritardo, era una grande sala all'aperto con gli ombrelloni di paglia sopra i tavoli pieni di gente. Lei, invece, stava in un tavolo da sola, io sono andato là, mi sono seduto vicino a lei, mi ha abbracciato. La cosa più drammatica che può succedere ad una artista è quando si dice che porta jella, è una vergogna incredibile, assoluta. Restavo fuori dal coro e insultavo i coristi quando mi capitavano a tiro, cercavo di trasmetterle solidarietà, l'affetto per l'essere umano fragile, la stima per l'artista tangibile. Al ritorno da uno dei miei periodici viaggi in Brasile le feci conoscere una canzone che sembrava scritta per la sua voce: 'Milho Verde'. Le piacque, la incise: un'esecuzione soave e delicata come una farfalla rosa’.
 
Lo sa che è un disco che non si trova più, una rarità…
In Italia di mio non si trova niente…..  Oggi sono riconoscente verso il mio pubblico e i miei simili in generale e mi piacerebbe dire che l’uomo che non ride è comunque un uomo felice.
Amen’.
 
Intervista di Alessandro Wagner con integrazioni di Michele Bovì.

 
 
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venerdì 10 maggio 2013

Una domenica insieme a Mia Martini


 Nel mese di Novembre del 1994, il club Chez Mimì è invitato ad una trasmissione televisiva privata del Sud condotta da Patrizia Casale e, a sorpresa, Mia Martini , accetta, di partecipare, su invito, in collegamento telefonico, mentre sullo schermo scorrono alcune sue immagini inedite tratte da una conferenza stampa tenuta a Messina nell'estate del 1992, prima di un suo concerto.

°° Ho saputo che vi sareste riuniti per parlare di me, mi piacerebbe sapere il vostro parere su questo mio ultimo  disco, a me sembra molto bello, mi coinvolge molto, mi soddisfa veramente dall’inizio alla fine e non salto nemmeno un pezzo quando lo riascolto. Ve lo assicuro: ho fatto tanti dischi e non mi era mai capitato prima; sarei molto contenta che quello che penso io combaciasse con i vostri gusti.

** E’ un lavoro di ottimo livello, senza ombra di dubbio. Abbiamo di recente letto sui giornali dichiarazioni tue su alcune artiste della musica leggera, in particolare Anna Oxa e Fiorella Mannoia.°° Io non amo parlare di altri artisti, è brutto farlo, però perché non chiedono alla Mannoia e Anna Oxa cosa pensano di me? Tra l’altro, io ascolto altro tipo di musica, prevalentemente jazz. Ho detto, comunque, ai giornalisti che i giudizi su queste artiste sono parziali, io non conosco la loro produzione, posso dare una valutazione sui pezzi che ascolto alla radio, mentre sono in macchina. Credo che sia diverso giudicare un artista quando conosci tutta la sua opera omnia, piuttosto che attraverso qualche brano. Anna Oxa mi diverte perché ha una immagine bella, però, a mio avviso, è molto finta, il suo look appartiene ad un discorso puramente di immagine fotografica. Un essere umano non può vivere in quella maniera, mi sembra molto buffa; tra l’altro, non riesco a capire cosa canta, quando accade questo o mi metto a ridere o cambio canale. Di Fiorella Mannoia ho detto che interpreta delle splendide canzoni, lei ha questa fortuna di essere una delle artiste preferite da grandi autori come De Gregori, Bubola e Ivano Fossati, che scrivono appositamente per lei e che sono completamente diversi tra di loro; tra l’altro la Mannoia dovrebbe ringraziarmi perché sono stata io, mentre ci trovavamo in un autogrill, a suggerirle Ivano come compositore che poteva permetterle il salto di qualità. Ora Fiorella ha la fortuna di  uno stilista  come Fossati che a mio avviso – anche se gli uomini non cambiano – è sempre più affascinante di un Romeo Gigli. Purtroppo, a me sembra, che canti qualsiasi canzone alla stessa maniera, è sempre uguale : non ha delle grandi estensioni vocali, per cui riesce a far apparire simili anche degli artisti così diversi. Tra Fossati e De Gregori, ad esempio, c’è un pianeta di differenza, ma, ascoltandola cantare, non si nota. Non riuscirei a capire che sta cantando Fossati, se non vedo scritto l’autore, non noto alcuna distinzione con le altre canzoni; manca di colore, personalmente penso che ci siano svariati modi di interpretare.

** Sempre a proposito delle tue dichiarazioni sulle colleghe, è stato riportato da un giornalista che tu non ami molto la recente produzione di Mina.
°° Ho detto di Mina che sono pazzo di lei, io amo la recente produzione, anche se non mi sembra che lei sia molto presente, d’altra parte non mi sento nemmeno di giudicarla perché è soprattutto una mamma, per cui realizza dei dischi nei quali tutta la produzione artistica è di suo figlio. E’ ovvio, quindi, che con il passar degli anni, viene fuori una produzione musicale simile, monotona. Ricordo certi suoi brani splendidi, come ‘Un anno d’amore’, ‘E se domani’, oltretutto ancora oggi ha una voce bellissima come quando era una bambina, ha la stessa voce di tanti anni fa. Secondo me, Mina, è la più grande artista in assoluto che abbiamo in Italia e uno dei miei sogni è che mi piacerebbe tanto sentire un disco di Mina arrangiato da Quincy Jones, credo che lo ascolterei almeno per un paio d’anni. E vi confesso che desidererei cantare in coppia con lei, sarebbe stupendo.
 
** I tuoi rapporti con Loredana Bertè…
°° I miei rapporti con Loredana sono tempestosi, ci amiamo, ci vogliamo molto bene, però c’è un problemino: non ci sopportiamo. Ho tentato di starle vicino, aiutarla, non c’è niente da fare, è impossibile qualsiasi tentativo di approccio con lei, ti attacca persino quando le parli al telefono, rende la vita impossibile, io, comunque, non perdo la pazienza, sono un po’ come il mio fans club, la prendo cosi com’è. Quando mi dice: ‘dimenticati che sono tua sorella, non chiamarmi più, io faccio passare qualche mese e poi la richiamo. Tra l’altro, al telefono non mi può succedere nulla.

 
** Due anni fa, però, a Sanremo avete cantato insieme  Stiamo come stiamo…
°° …Sì, eravamo messe male, però. La canzone era molto bella, è riuscita a rovinare questa esperienza e a rendere inutile tutti  i miei sforzi per aiutarla. Questo mi è dispiaciuto molto.

** A proposito di fan club, si crea per Ambra, per un Jovanotti, si crea pure per Mia Martini…
°° Mi pare che questo nostro sia stato creato precedentemente. Beata Ambra che è così giovane, ma noi siamo arrivati prima, il mio club ha una grande pazienza di sopportarmi e di resistere alle mie angherie, questo è un segno di grande amore e cercherò di non deludervi mai.

** Parliamo dei tuoi progetti immediati…
°° Per il momento mi sto occupando esclusivamente della promozione del disco, quindi non penso ancora alla tournée teatrale. Vorrei che fosse molto bella e ben studiata, con brani di Fossati e De André nel primo tempo e musica etnica nel secondo; è un lavoro affascinante che mi richiederà parecchi mesi di lavoro, soprattutto a livello di preproduzione da attuare in casa, penso, quindi, che slitterà per l’anno prossimo.

** Ci vuoi lasciare con uno splendido saluto per noi?
°° Piccoli uomini, piccole donne, non mandatemi via, io piccola donna sola morirei. Non posso stare senza di voi, è verissimo. Ciao.
 
Intervista elaborata da Pippo Augliera apparsa sulla fanzine Chez Mimì e sul libro Mia Martini. La regina senza trono
 

La “Mia” piccola italiana. Intervista a Mia Martini
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L’album "La musica che mi gira intorno" commentato da Mia Martini
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La musica che gira attorno a Mia Martini. Intervista del 1994 apparsa su Chez Mimì
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Mia Martini era innamorata della Sicilia e l'ha scelta per iniziare l'ultimo tour
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Per Mia Martini viva l'amore anche quando non c'è
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