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martedì 12 febbraio 2008







“Almeno tu nell’universo” e “Amori”, due perle di Mia Martini contenute nell’album “Martini Mia” del 1989, sono state inserite in due importanti raccolte pubblicate di recente. “Amori” spicca nell’antologia dedicata al grande Armando Trovajoli “Commedie musicali, canzoni, ballate e temi da film", un cofanetto di 3 cd in digipack (pubblicato dalla GDM Music e distribuito dalla Universal), che raccoglie i brani più rappresentativi del compositore e musicista romano, per festeggiare i suoi 90 anni. L'omaggio ha dato lo spunto per rievocare gli oltre cinquant'anni di carriera del musicista romano, considerato uno dei più eclettici del nostro tempo per il suo frequente oscillare fra vari generi, dal jazz alle colonne sonore cinematografiche, dalle creazioni brillanti per Garinei e Giovannini alle composizioni sinfoniche e cameristiche. Una caleidoscopica antologia", secondo la definizione del suo stesso autore. Il Trovajoli maggiormente conosciuto, divulgatore di una musica destinata al grande pubblico, lo si ritrova nello straordinario CD presentato alla stampa. Si tratta di una carrellata davvero esaustiva in cui figurano canzoni per commedie musicali, ballate e temi da film, insomma il Trovajoli poliedrico che ha segnato con la sua creatività una lunga stagione teatrale e cinematografica. Vi si possono riascoltare, tutte nella loro versione originale, le partiture di 'Roma non fa la stupida stasera' (scritta con Pietro Garinei) , 'Ciao Rudy' (il famoso spettacolo con Marcello Mastroianni), 'Aggiungi un posto a tavola', 'Bravo', 'Abitare in una favola', 'Sette uomimi d'oro', 'La Ciociara', fino ai brani 'El Negro Zumbon' (nella versione di Flo Sandon's usata anche da Nanni Moretti in "Caro Diario"), 'Amori' (cantata da Mia Martini), 'Mambo bacan' (Sophia Loren), 'Nun je dà retta Roma' (Gigi Proietti), 'Bada Caterina' (Carmen Villani), 'Se tu mi lasceresti' (Marcello Mastroianni e Monica Vitti), ecc.
“Almeno tu nell’universo”, ormai un classico, fa parte della compilation “Top of the spot 2008”, che ripercorre un anno di pubblicità attraverso 21 brani che hanno accompagnato le immagini della pubblicità realizzate da alcuni dei creativi più affermati in Italia e nel resto del mondo.
Questa la tracklist di ''Top Of The Spot 2008'':
Tears For Fears - Sowing the seeds of love (spot Vodafone); Amy Winehouse - Rehab (spot Fastweb); Kings Of Covenience - Misread (Seat Pagine Gialle); Mia Martini - Almeno tu nell'universo (
FIAT Croma); Cat Stevens - Wild World (spot Enel SPA); Sixpence None The Richer - Kiss Me (Baci Perugina); Blondie - Heart Of Glass (Gucci by Gucci); Freshyground - Doo Bee Doo (spot Acqua San Benedetto); Zucchero - Va, pensiero (spot Kinder Natale); Natasha Bedingfield - Unwritten (spot Pantene); Sylvester - You Make Me Feel (spot Ferrarelle); Patty Pravo - Pensiero stupendo (spot Breil); Max Sedgley - Slowly (spot Repubblica Velvet); Leonrad Cohen - Hey, That’s no way to say goodbay (spot BMW Serie 5); Samim - Heater (spot Citroen C1 Deejay); Akon - Lonely (spot Genialloyd); Sasha - If you believe (spot Kinder Fetta al latte); Stylophonic - R U Experienced (spot D&G Jewels); Bulletz - I Feel in paradise (spot Le fablier ''BACIO''); As Meninas - Xibom Bombom (spot Lottomatica); Frassica&Cerruti - SMS (spot Wind).

martedì 29 gennaio 2008

Antonello De Sanctis ricorda Mia Martini







Nel 1947 nasceva una delle voci più intense ed emozionanti della canzone italiana: Mia Martini. La ricordiamo insieme ad Antonello De Sanctis, l'autore di Padre davvero uno dei primi successi di Mimì.



Quando hai incontrato per la prima volta Mia Martini?
Conobbi Mimì nella primavera del ’71, negli studi dell’allora Rca italiana. Stava registrando l’album Oltre la collina e collaborava con lei un esordiente di talento: Claudio Baglioni. Aveva circa ventiquattro anni, allora. Mi colpirono il modo di vestire – che aveva, ma forse fu solo una mia impressione, un che di studiato – e l’intensità degli sguardi che, invece, erano diretti, leali e testimoniavano tutte le profondità del suo sud. Mi venne da pensare: “Se canta come veste, povero me, ma se canta com’è...” Mimì cantava com’era.

Per l'interpretazione di Padre davvero vi siete consultati?
Il testo, come racconto nel mio libro Non ho mai scritto per Celentano (edito da No Reply) nacque prima che la conoscessi. Lo feci leggere in Rca e mi fu letteralmente scippato, lo persi di vista, insomma. Venni a sapere che molti compositori stavano provando a metterci su una musica e la più idonea sembrò quella di Piero Pintucci. Lo assegnarono a Mimì e fu lei stessa a chiedermi di ascoltarlo dopo che era stato già arrangiato e registrato. Il testo era diretto, provocatorio per quei tempi, e lei ci aveva aggiunto la forza di un’interpretazione deflagrante, che arrivava dentro.

Fu un brano doppiamente (per te e per lei) autobiografico?
Il rapporto con mio padre era stato sempre piuttosto conflittuale, ma mi spinse a mettere la penna sul foglio, nell’abitacolo della mia seicento, la notizia della morte violenta di un mio compagno d’infanzia che si era trasferito a Roma dal paese d’origine e viveva ai margini. Seppi in seguito, dalle cronache, di presunte difficoltà che Mimì avrebbe avuto con il padre... non ne abbiamo mai parlato ma, dalla foga che lei mise nell’interpretare Padre davvero, questa ventilata conflittualità mi sembrò un’ipotesi praticabile. Va bene che Mimì aveva dentro una tale carica emotiva che avrebbe impiegato la stessa forza anche nel cantare l’elenco telefonico.

La storia di Mia Martini mostra un lato del mondo dello spettacolo, quello più feroce e cannibale. Come si sopravvive?
Il mondo dello spettacolo deve, per sua natura, raccogliere le suggestioni che gli artisti si scavano dalle viscere e renderle smerciabili. Ci si vive dentro in modo dicotomico, insomma, divisi tra le fragilità proprie dei creativi e le impietose necessità aziendali di far quadrare i conti. Bisogna essere abili equilibristi per attraversarlo e avere le unghie affilate: Mimì non era così perché era solo una grande artista, Non riesco a credere ancora oggi che un mondo come quello della discografia, che è un mondo industriale, si sia privato per motivi irrazionali, di un talento e, cinicamente lo dico, di una possibile fonte di guadagno.
 
Come è potuto accadere secondo te?
La discografia – l’arte in genere – ha come caratteristiche fondamentali la provvisorietà, l’incertezza del domani, la competitività, l’invidia e, spesso la solitudine. Tale condizione di precarietà, mista – in molti casi – all’ignoranza, induce spesso a cercare conferme in ottuse superstizioni, o in credenze insensate messe a schermo delle insicurezze. Da queste forme maniacali sono contagiati anche molti addetti ai lavori che, nel dubbio, preferiscono non “correre rischi”. Quando nell’ambiente ti affibbiano la fama di menagramo, diventa durissima a tutti i livelli.

Che ricordo hai di questa grande interprete?
Ho passato i primi anni della mia vita a Rieti e dalla terrazza della casa dove abitavo, si vedeva il fiume Velino. Trascorrevo le ore a guardare il suo procedere calmo o il suo rivoltarsi improvviso sollevando la melma, intorbidendosi, aggredendo gli argini. Quelle acque ora limpide, ora arruffate, mi hanno insegnato il senso dell’esistenza. Mimì era quel fiume e ancora mi scorre dentro.

Francesco Marchetti

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Il video di "Padre davvero":
http://www.youtube.com/watch?v=i54iiCqcq10

martedì 15 gennaio 2008

Il colore tuo. Omaggi musicali a Mia Martini


Continuano gli omaggi a Mia Martini, a conferma del grande amore nei confronti di questa nostra splendida artista, oggi più di ieri.
Shel Shapiro, nel suo ultimo album live “Acoustic circus” , accompagnato da un gruppo di notevoli musicisti, propone per la prima volta una sua personale rilettura della splendida “Quante volte” scritta nel 1982 a quattro mani con Mimì. http://www.shelshapiro.com/
Stefano Sani, reduce dal “Premio Mia Martini” con la sua intensa versione di “E non finisce mica il cielo” ha così commentato questa elettrizzante esperienza: ‘Ecco…in pochissimi conoscevano le mie capacità interpretative tanto che, cantando un successo di Mimì, mi sono beccato l’inaspettato encomio di stima da parte del fan club ufficiale dell’artista - lo “Chez Mimì” - (mentre precedentemente sui forum di musica italiana quando aleggiava la notizia che quello di “Lisa”avrebbe osato rileggere Mia Martini si gridava allo scandalo..). Questo aneddoto non è celebrativo ma solo per far capire la voglia di riscatto che vive dentro me’. www.myspace.com/stefanosani.
Segnaliamo anche l’inserimento di “E non finisce mica il cielo” nel nuovo cd di Romina Malagoli “Assaggio” che contiene anche “Riflessi” brano dedicato a Mia Martini.
www.myspace.com/rominamalagoli.
Paola Atzeni sarà la protagonista di una grande serata di musica live all’Elvis caffè di Genova il 17 gennaio. Con la sua splendida voce e grande presenza scenica presenterà il suo repertorio che include anche brani di Mia Martini, Ivano Fossati, Fabrizio De Andrè e Vinicio Capossela. www.paolaatzeni.altervista.org/
Manuela Villa e Annalisa Minetti, insieme a Marcello Cirillo, hanno concluso il loro mini tour natalizio ‘Gospel italiano’ il 13 gennaio ad Anzio. Manuella Villa ha interpretato “E non finisce mica il cielo”, Annalisa Minetti ha scelto “Almeno tu nell’universo” e con Marcello Cirillo hanno intonato “Cu’mme”.
Alessandro Peruzzi, nel presentare a 055new il suo ultimo libro “Avevo 15 anni –La costruzione di un uomo” ha dichiarato: ‘La raccolta è dedicata a Mia Martini, conosciuta personalmente attorno al 1986 e ancor meglio durante la sua permanenza a Firenze, presso la sua famiglia ideale, quella del maestro Giancarlo Bigazzi, il grande compositore fiorentino e di sua moglie Gianna divenuta per Mimi una vera sorella e dei quali sono orgoglioso di averne la stima l’affetto e l’amicizia. Ho voluto sottolineare ancora una volta l’insuperabile dote tecnica e canora di Mimì, che le ha causato non pochi problemi nel suo ambito artistico. Per me avrebbe dovuto snobbare l’Italia e concedersi ad altri paesi tra cui la Francia dove viene da sempre definita l’Edith Piaf italiana e dove ha calcato il palco dell` Olympia come pochi altri artisti italiani . Ma il suo amore per il pubblico italiano era così grande che le ha impedito di prendere questa decisione’ ( fortunatamente per noi! n.d.r..).
Mia Martini è stata celebrata, assieme al suo conterraneo Alberto Cavaliere, alla terza edizione, organizzata dall’associazione di calabresi di Cinisello Balsamo e Nord Milano il 16 dicembre scorso. Sono intervenuti il Prof. Bertè, Andrea Surdi e Silvio Pozzoli hanno emozionato il pubblico, presente in sala, cantando alcune delle bellissime canzoni di Mia e lo scrittore Domenico Gallo ha presentato il suo libro “Io sono la Calabria … Mia Martini”.
La cantante attrice Anna Maria Castelli ha portato a teatro il recital “Controcoerente ovvero: Se io ho perso …chi ha vinto”, monologhi orginali e canzoni per una eventuale, sana, rivoluzionaria involuzione, non maschile e non borghese. Accompagnata alla chitarra da Simone Guiducci esegue ben tre brani di Mia Martini: “E non finisce mica il cielo”, “Almeno tu nell’universo” e “Gli uomini non cambiano”.
La cantante Alessandra nel suo cd “Ma se ghe penso”, tributo ai grandi della scuola genovese Bindi, Tenco, De Andrè, Lauzi, interpreta con classe e bravura “Piccolo uomo”. Il cd è prenotabile presso il sito dell’artista http://www.alessandraweb.com/
Nicola Petrocchi accompagnato dal suo trio si esibirà nella prima decade di Febbraio a Roma al music club 'Modo' sito in vicolo del Fico n° 3 (non molto lontano da piazza Navona). In scaletta omaggi a Mia Martini, tra i quali segnaliamo le particolari riletture di 'La sola verità', gia apprezzata nella serata di Bracciano il 13 dicembre scorso, e 'Un altro atlantico'.

domenica 6 gennaio 2008

Ritorna Chez Mimi', la fanzine prodotta dal fan club dedicato a Mia Martini




Per noi collezionisti le memoriabilia sono un elemento importante: quindi con gioia annunciamo il no.32 di Chez Mimi', a quasi 2 anni dal precedente numero. Complimenti al buon lavoro svolto dallo staff diretto dal messinese Pippo Augliera
Il nostro diretur Giancarlo Passarella l'ha definito ...un piacevole fulmine a ciel sereno! Tutti puntano sull'evoluzione ipertecnologica ed il club dedicato a Mia Martini ritorna al cartaceo..!.Leggendo le note d'accompagnamento sul sito ufficiale, subito troviamo una risposta involontaria a questa sua affermazione... Dopo due anni vede la luce il tanto atteso nuovo numero della nostra gloriosa fanzine che continua a resistere con le pubblicazioni, grazie anche alle numerose richieste.... Ecco spiegato l'arcano: Pippo Augliera ed i suoi collaboratori hanno semplicemente risposto alle richieste che noi fans continuavamo a fare.
Il no.32 di Chez Mimi' si presenta in una edizione speciale con oltre 40 pagine, stampate in digitale, con una copertina a colori, di forte impatto, elaborata graficamente. Contiene un ampio dossier sulle presentazioni, articoli sul libro La regina senza trono ed una sezione dedicata agli omaggi teatrali a Mia Martini. Ma non finisce qui: ampio spazio viene dato ai concerti tributo come quello di Gilda Giuliani "Canto Mimì" e "Mimì in jazz" con Adolfo Durante e il pianista Stefano Calzolari. Presenti anche le recensioni più importanti sulle uscite discografiche e le relative anteprime.


di Erasmo Graffietti da Musicalnews.com

domenica 30 dicembre 2007

Una coppia di calabresi famosi: Mia Martini e Alberto Cavaliere




Attraverso una riuscita ed ormai consolidata formula , anche quest’anno a Cinisello Balsamo si è svolta domenica 16 dicembre la manifestazione commemorativa intitolata “In ricordo di…”.
Organizzata dall’associazione di calabresi di Cinisello e Nord Milano diretta dal dott. Pantaleone Paparo, la terza edizione che si è svolta in Villa Ghirlanda nella Sala dei paesaggi ha voluto accendere i suoi riflettori su due figure di conterranei: Alberto Cavaliere e Mia Martini.
Alberto Cavaliere, poeta, giornalista e politico italiano, nato a Cittanova, come è stato ricordato nell’incontro, non solo fu uno dei primi calabresi eletti nel consiglio comunale di Milano. In realtà, ciò che lo ha reso celebre è stata la sua operetta "Chimica in versi", un libro di introduzione allo studio dell’ostica materia scolastica (“Mi parli del cloro: "Composto trovasi, puro non già,/ per la sua massima affinità./ Giallo-verdognolo, d'odor non grato,/ è un gas venefico, che ci vien dato") più volte ristampato alla fine degli anni Venti.
Un papà emozionato ha poi ricordato quella figlia famosa, Domenica Berté, per tutti, Mia Martini quell’artista che l’Italia troppo presto ha pianto, ma per lui “figlia”.
Andrea Surdi e Silvio Pozzoli hanno emozionato il pubblico, presente in sala, cantando alcune delle bellissime canzoni di Mia (o meglio di Domenica Bertè).
Lo scrittore Domenico Gallo presentando il suo libro “Io sono la Calabria … Mia Martini”, ha ricordando quella “bagnarota” che come Alberto Cavaliere e tutti i calabresi che vivono lontano dalla loro amata Calabria non dimenticano le loro origini e fino alla fine dei loro giorni ne sono orgogliosi.
Presenti alla manifestazione fra gli altri: Gino Gatto, artefice principale di questa giornata, il prof. Giuseppe Bertè, la Signora Fania Cavaliere, il Sindaco di Cittanova dott. Cannatà. Ed inoltre: il Sindaco di Cinisello Balsamo Angelo Zaninello, l’Assessore alla Provincia Antonio Oliviero, l’Assessore alla Cultura del Comune di Cinisello Balsamo Giuseppe Sacco e il dottor Leo Trivieri, che ha presentato il suo libro sui benefici del peperoncino.
Il Direttivo dell’Associazione, i soci e gli ospiti, si sono ritrovati ala fine della manifestazione per il pranzo sociale e per la tradizionale “crustulata” cogliendo così l’occasione per scambiarsi gli auguri per l’Anno Nuovo.
[AlVal]

sabato 15 dicembre 2007

Un disco memorabile di Mia Martini:"Miei compagni di viaggio" [1983/1996]




Un disco memorabile. L’ultimo prima del ritiro dalle scene negli anni Ottanta. Un disco di cover assieme a numerosi compagni di viaggio: da “amici di penna”, gli autori omaggiati, ad “amici di musica”, gli strumentisti, i coristi e i tecnici coinvolti. Un concerto straordinario che rivive grazie a questa ristampa del 1996 in cd che celebra una delle voci più intense e duttili del panorama della musica italiana. La tracklist di quest’album è una vera summa del repertorio “evergreen” della musica statunitense, inglese, italiana e sudamericana. Pur basandosi sui gusti personali, da interprete, di Mia Martini, si possono ritenere queste 14 tracce un po’ come il percorso musicale che ogni giovane della generazione degli anni ’50 ha vissuto, introiettato ed espresso come colonna sonora della propria esistenza. La Martini era del 1947, sicché tutte queste canzoni le ha apprese e amate proprio durante la sua giovinezza e in maniera naturale le sono poi sgorgate dal cuore quando ha deciso di intraprendere la carriera di interprete. Hanno strutturato il suo background. Magari sono le stesse che cantava nei primi anni di gavetta nei locali. Sicuramente sono parte del suo patrimonio emotivo. Si capisce dall’intensità e la passione con cui le canta.

 A legare qualitativamente questi brani intervengono i prestigiosi nomi dei loro autori, tutti artisti cari a Mimì, Fabrizio De Andrè ( Il Pescatore ), Leonard Cohen ( Suzanne), Luigi Tenco ( Un giorno dopo l’altro, Vedrai Vedrai ), Juan Manuel Serrat ( Señora ), Kate Bush ( Wuthering Heights ), Joni Mitchell ( Big Yellow Taxi ), Francesco De Gregori ( Alice ), Vinicius de Moraes ( Valsinha ), Jimi Hendrix ( Little Wing , Chico Buarque De Hollanda ( Roda Viva, Ed ora dico sul serio ), Randy Newman ( Guilty ), John Lennon ( Imagine ). Autori importanti. Per la maggior parte, stranieri. Accomunati dall’uso letterario, a tratti poetico della lingua inglese, nordamericana, spagnola e portoghese. Lingue poco conosciute in Italia nelle loro meravigliose sfumature. Per questo, per far cogliere meglio il significato recondito dei testi, Mia Martini propende, ad eccezione di Guilty e Imagine , per cover in italiano. Alcune tradotte anche di sua penna. Fatto strano per un’interprete. Ma non per Mimì, artista sensibile e “colta” al pari degli autori che cantava. Sue, quindi, le parafrasi di Cime Tempestose (Wuthering Heights), Taxi Giallo (Big Yellow Taxi), Le Ali della Mente (Little Wing), mentre del “solito” Sergio Bardotti (specializzato in poeti brasiliani) quelle di Valsinha, Rotativa (Roda Viva), Ed ora dico sul serio .

 Per Suzanne , invece, utilizza la versione di Fabrizio De Andrè presente su Canzoni e per Signora (Señora) la traduzione di Paolo Limiti. Numerosi anche gli amici che la salutano, in vista del suo ritiro dalle scene, suonando, partecipando ai cori e dando un apporto strutturale al concerto. Tra questi: Giulio Capiozzo alla batteria e ai cori, Giorgio Cocilovo alla chitarra elettrica e acustica, Mimì Gates alla viola, voce e cori, Mark Harris al pianoforte Kawai, Fender Chroma, arrangiamenti e missaggio, Gilberto Martellieri al Fender Rhodes, Korg Organ, Yamaha Gs2, Arp Strings e pianoforte, Claudio Pascoli al sax soprano e tenore, Arp Strings e cori, Maurizio Preti alle percussioni, Carlo Siliotto al violino, vocoder, chitarra classica, cori, missaggio, arrangiamenti e produzione artistica, Ares Tavolazzi al basso, mandola e cori, Ivano Fossati al pianoforte e cori, Riccardo Zappa alla chitarra classica, Loredana Bertè, Aida Cooper, Cristiano De André, Guido Harari (fotografo ufficiale del concerto) ai cori, Franco Cesaretto, Antonio Panarello, Jurgen Kramer, Ralf Gewald, Peter Brandt come fonici, Ezio de Rosa alla supervisione e missaggio, Piero Mannucci come responsabile del transfer effettuato presso gli studi della “mitica” RCA di Roma, Shel Shapiro alla produzione esecutiva.

Un disco pregiato, oltre che per le versioni di classici della musica italiana, splendidamente arrangiate in maniera originale e raffinata, come Il Pescatore, Un giorno dopo l’altro, Alice, Vedrai Vedrai , e in parte anche Suzanne (c’è chi l’ha ascoltata per la prima volta nella versione di De Andrè e la ritiene a tutti gli effetti parte integrante del repertorio poetico-musicale del cantautore genovese), per le cover in italiano. Estremamente suggestiva, per esempio, risulta Le Ali della Mente (Little Wing) di Jimi Hendrix. Straniante e particolarissima. Se da un lato la pratica delle traduzioni focalizza l’attenzione sui testi e su come loro vengano resi con passionalità ed empatia da Mia Martini, dall’altro non fanno dimenticare le splendide musiche, anche con qualche piacevole sorpresa. Tre in particolare. Anche se – ripeto – il cd è consigliabile in toto.

 Señora di Serrat-Limiti è una canzone estremamente divertente e briosa sia nella musica sia nel testo. Parla dell’incontro/scontro di una donna con la madre del suo uomo. Quest’ultima accusa la donna di averle rubato l’amore del figlio e si chiede a cosa sia servito dare al figlio tutto quello che lei gli ha dato, l’intera sua vita, il grido, il canto, il pianto, i baci, gli insegnamenti. La compagna le risponde che non è servito a niente, che sa che non lo ha cresciuto per una come lei, ma che non c’è più niente da fare, è giunta ormai l’ora che si rassegni a perdere il figlio per una come lei, per un’altra donna, una donna che gli ha dato il sogno di Cupido e lo ha reso più forte. «Al primo aprirsi del fiore –, infatti, – il profumo del fiore si stacca dal fior». L’unica consolazione per la madre – continua la compagna – è mettersi un vestito vecchio, guardarsi piano allo specchio e ripensare, prima di maledirla, all’alba di quel giorno in cui anche lei sognava, sognava l’amore, cercando di comprendere.

 Valsinha ha un testo dolcissimo. Parla dell’inaspettato rinascere dell’amore in una coppia fiaccata dal lavoro del marito, dalle preoccupazioni circa l’aumento, dalla routine giornaliera, che schiaccia come una rotativa i sentimenti, i sogni, i desideri dell’uomo moderno (tema ripreso anche in Roda Viva (Rotativa) sempre di Chico Buarque de Hollanda). All’improvviso una sera, il consorte torna a casa presto, guarda la moglie con un misto di tenerezza e amarezza - «come non faceva quasi più» - e, afferratala per la mano, la porta a ballare in piazza. Lei si è fatta bella, «come il giorno in cui di lui s’innamorò», ha indossato quella camicetta che lui le ha regalato tanto tempo fa, e la gente del vicinato ora li guarda, affacciati alla finestra, con ammirazione. La piazza scura si è illuminata grazie alla loro presenza. La gente è scesa in piazza. Fra i due amanti c’è un tripudio di baci rubati e gridi soffocati che nessuno ha il coraggio e l’ardire di interrompere, giacché oramai il mondo li ha fatti suoi. Questo delizioso quadretto si conclude con lo spuntare dell’alba. Un testo onirico e fiabesco accompagnato da una musica soave e vibrante che ricorda – “pericolosamente” – “Poster” di Baglioni. L’influenza di Buarque de Hollanda nella musica leggera italiana è costituita anche da queste piccole citazioni da ammiratore spassionato o meglio da questi piccoli pseudo-furtarelli da buon costruttore di prodotti culturali rientranti nella categoria della popular music.

 La terza e ultima canzone da citare è la conclusiva Ed Ora Dico Sul Serio sempre di Buarque De Hollanda. Significativo emblema da parte della Martini del suo temporaneo abbandono delle scene avvenuto con un’eleganza ed una professionalità raramente raggiunta da altri personaggi dello spettacolo. In questa canzone, Mimì sostiene di non voler più cantare canzoni da niente, canzoni che si canticchiano distrattamente, canzoni di ieri tutte sorriso scacciapensieri, rinuncia a fare e rifare la solita ninna nanna, vuole solo fare silenzio. «Ed ora dico sul serio non vorrei cantare più dico sul serio».

 Contiene: Il Pescatore / Suzanne / Un giorno dopo l’altro / Signora (Señora) / Cime Tempestose (Wuthering Heights) / Taxi Giallo (Big Yellow Taxi) / Alice / Valsinha / Le Ali della Mente (Little Wing) / Rotativa (Roda Viva) / Vedrai Vedrai / Guilty / Imagine / Ed ora dico sul serio

Marco Maimeri per live city.it

Il video di "Vedrai vedrai" con Ivano Fossati al pianoforte
http://www.youtube.com/watch?v=sfU0QBzVVIA

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lunedì 10 dicembre 2007

Dove il cielo va a finire - una storia per Mia Martini con Gianluca Ferrato e musiche di Maurizio Fabrizio


Dopo il successo ottenuto nelle passate stagioni, riprendono le repliche dello spettacolo teatrale Dove il cielo va a finire di Piergiorgio Paterlini con Gianluca Ferrato e supervisione musicale di Maurizio Fabrizio, che sarà in scena al teatro Litta di Milano nel periodo 8 -20 gennaio 2008.

 Vi è narrata la storia di un non vedente che il giorno della morte di Mia Martini, la sua cantante preferita, apprende la notizia di un altro lutto, quello del suo grande amore, una ragazza che aveva amato vent'anni prima. Una rappresentazione emozionante, che intreccia musica e parole, attraverso i brani di Mimì interpretati intensamente da Gianluca Ferrato su musiche di Maurizio Fabrizio con Enzo De Rosa alle tastiere, Giuseppe Tortora al violoncello e Ferruccio Corsi ai fiati. Un monologo con canzoni. A prima vista, poiché in realtà questo spettacolo inventa un genere, meglio reinventa, crea il primo "melodramma" moderno. Assai distante dai monologhi con o senza canzoni cui questi anni ci hanno abituato.

La struttura, l'intarsio poiché di questo si tratta fra parlato e cantato (nell'utilizzo di testi modernissimi: testotesto e testo e partitura delle canzoni) ricreano quel particolare clima, quell'emozione, quella "temperatura" che forse era ed è solo e proprio del melodramma. Al punto che le canzoni (più spesso i brani di canzone, a volte solo recitati) - che sono quelle di Mia Martini, "Mimì" (sì, come quella della Bohème) - sembrano scritte appositamente per questo testo (e ovviamente non è così), addirittura dalla stessa mano, dallo stesso autore della storia. È a Mimì che lo spettacolo vuole rendere omaggio. Ma un omaggio del tutto inedito. Nessuna celebrazione, nessun biografismo, nessun didascalismo.

Una storia per Mia Martini recita il sottotitolo. Appunto. La storia che avremmo voluto raccontarle. Non la sua storia, ma una storia "altra" e che però le sarebbe appartenuta nel profondo, che - osiamo dire - le sarebbe piaciuta. Gianluca Ferrato, attore di suadente generosità interpretativa, racconta una storia che incrocia in modo misterioso e inaspettato, per un solo ma cruciale attimo, la storia di Mia Martini. Per il resto, si tratta davvero di una narrazione altra e parallela che nulla ha a che fare con lei, se non nel senso che entrambe le vicende - quella di fantasia, d'invenzione, che si rappresenta sulla scena, e quella reale della grande cantante - toccano o per meglio dire sono toccate dagli stessi grandi temi, peraltro rivisitati direttamente dalla tragedia greca: la lotta dell'uomo con il destino; il rifiuto della resa pur nella consapevolezza che alla fine sarà il fato a "vincere"; il dolore, la morte.

 Parliamo di una storia, dunque di un racconto, non di riflessioni filosofiche. Parliamo di una storia tragica, ma ancora una volta nel senso classico del termine. Tragica, non cupa. Parliamo di un tono - dato dalla voce umana e dalla scrittura - lieve perché radicato nella profondità della consapevolezza. Insomma, di quella "leggerezza" di cui scrive Italo Calvino, leggerezza come "qualità morale" e come conquista di una vita che ha finalmente fatto pace con se stessa, e ancora una volta, con il proprio destino.

Comunicato Stampa

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Se mi sfiori. Mango racconta Mia Martini
http://questimieipensieri.blogspot.com/2010/12/lincontro-con-mango-avviene-somma.html

Mia Martini era proprio una bella persona: Intervista ad Enrico Ruggeri
http://questimieipensieri.blogspot.com/2010/11/mimi-era-proprio-una-bella-persona.html

Paola Turci e Mia Martini: compagne di viaggio in giro per il mondo
http://questimieipensieri.blogspot.com/2010/11/paola-turci-e-mia-martini-compagne-di.html

Una Rapsodia con Mia Martini. Intervista a Marco Falagiani
http://questimieipensieri.blogspot.com/2010/06/una-rapsodia-con-mia-martini-intervista.html

Io e Mia Martini. Intervista ad Enzo Jannacci
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Compagni di viaggio: intervista a Tullio De Piscopo e Eugenio Bennato
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